venerdì 24 febbraio 2012

"All'interno di Polaris c'è poca chiarezza" Nando Ceruso dell'OCST parla delle aperture domenicali

Due posizioni ben distinte per due situazioni « estremamente diverse ». Insomma, una cosa è il Polaris, un’altra – « tutt’altra cosa » – è il Fox Town. La posizione espressa ieri su queste colonne dalla portavoce del centro commerciale mendrisiense Giorgia Tarchini viene pienamente sostenuta anche dall’Ocst. « La questione delle domeniche al Fox Town non deve assolutamente essere messa in discussione – conferma Nando Ceruso , vicesegretario cantonale del sindacato cristiano-sociale – . Siamo pronti a difenderla con le unghie e coi denti: e sono certo che quest’opinione sia pienamente condivisa dai colleghi degli altri sindacati, Unia compreso ».


Il Fox Town ha quindi una sua unicità?
 
«Quest’eccezione è stata ottenuta passando attraverso un importante patto sociale, che ha permesso allo stesso Fox Town di ottenere quello che penso possa essere considerato il miglior contratto collettivo di tutta la Svizzera nel settore della vendita. La società gestita dalla famiglia Tarchini si è distinta in questi quindici anni per l’assoluto rispetto dei diritti sociali e salariali di tutti i propri dipendenti. Inoltre va ricordato che il progetto Fox Town è stato lanciato in un momento storico molto difficile e che ha permesso di risollevare una situazione economicamente depressa, proponendo delle prospettive occupazionali davvero importanti».

È preoccupato rispetto a un possibile cambiamento di rotta della Seco?
«Diciamo che vedrei davvero molto male un’eventuale decisione della Seco di negare le aperture domenicali al Fox Town».

Però c’è chi denuncia un’eventuale disparità di trattamento.
«Non ha senso che altre iniziative commerciali, con proposte totalmente differenti da quelle del Fox Town, pretendano di ottenere lo stesso trattamento».

Quindi anche l’Ocst è pronto a opporsi, come Unia, al prolungamento dell’autorizzazione alle aperture domenicali e nei giorni festivi, che presto verrà richiesto dal Polaris?
«Tutto dipende da cosa succederà all’interno dello stesso Polaris. Questo annunciato cambiamento di rotta in ambito gestionale desta non poche perplessità. Bisognerà dunque capire, con questa riorganizzazione al vertice, cosa si intende fare. Al momento, va detto, c’è davvero poca chiarezza in merito».

Vi sono dunque dei timori per come potrebbe evolvere la situazione all’interno del centro commerciale chiassese?
«Più che timori, come detto, parlerei di perplessità. Il progetto del Polaris era nato con determinati presupposti. Adesso però questi cambiamenti strategici rischiano di cambiare le carte in tavola».

E quindi potrebbe anche cambiare la posizione dello stesso sindacato Ocst, che finora ha, di fatto, tollerato le aperture domenicali al Polaris?
«Confermo che una nostra eventuale opposizione dipenderà da come evolverà la situazione all’interno del centro commerciale di Chiasso».

Come valuta la ferma opposizione di Unia?
«La loro è una posizione assolutamente comprensibile. Una posizione che potrebbe anche diventare condivisibile in futuro».

Fonte: La Regione

9 commenti:

  1. Il problema essenziale non é l'apertura domenicale, regolamentata dalla legge cantone e per il quale il cantone può dare concessioni in base alla propria normativa.

    E invece l'utilizzo di manodopera alla domenica ad esser strettamente proibito dalla legge federale (art. 18/19 legge del lavoro 1964). Le deroghe a tale utilizzo possono esser concesse unicamente da Berna. Accordi sindacali non hanno alcun effetto a riguardo e sono nulli (sentenza del tribunale federale del 13 luglio 2004)

    Ora Foxtown, come Polaris, possono aprire la domenica in base a tale normativa, non possono invece impiegare dei dipendenti la domenica. Solo i proprietari e i loro famigliari non soggiaciono a tale restrizione.

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  2. Ma perché nascondersi dietro l'anonimato; quando si parla anche (come pare di capire) con particolari cognizione di causa ? Quando é in gioco una situazione che coinvolge la popolazione, molto piu`di quanto si possa pensare ? Mentre sapere se chi parla, lo fa con scopi reconditi o per giudizi neutrali sarebbe utile alla chiarezza. Voglio dirlo, tanto per i pro che i contro. Se vogliamo fare una differenza, con Foxtown facciamo soltanto quella sull'impatto ambientale, molto trascurato da tutti, e mi spiego: Tutti ci auguriamo che l'economia in generale e ticinese in particolare, torni col vento in poppa. A quel punto potremmo vedere la clientela italiana tornare ad invadere i commerci nel mendrisiotto, ne avremmo tutti di bisogno, Quindi vedremmo arrivare, la domenica tutte quelle vetture e anche di piu`di quelle, che ogni mattina entrano in Svizzera (e tutti hanno ragione di chiedere un attento esame per i trasporti collettivi). Mendrisio ha conosciuto questo problema, pur avendo piu`terreno a disposizione , per i parcheggi. Vogliamo provare ad immagginarci un tale afflusso al Polaris con i posteggi a disposizione nella zona, già nettamente deficittaria per una zona di istituti, scolastici ,culturali e sportivi? Forse sarebbe stato opportuno valutarlo anche senza apertura domenicale.Mi piacerebbe conoscere il parere di chi ha responsabilità di polizia, che si vedrebbe di sicuro coinvolta. Basta vedere in qualunque occasione culturale o negli orai d'inizio e fine dell'oraio scolastico, o durante la stagione balneare. Tutta Via Simen a traffico moderato, invasa d'auto parcheggiate. Dato che io non ho da nascondere le mie impressioni le sttoscrivo e se qualcuo mi puo`dimostrare, quanto sia ingiustificata la mia preoccupazione, ne saro`lieto...Cio`che non vorrei mi si dicesse, che sparo cazzate, quei modi d'espressione non mi appartengono e non sono degne di me, ma di chi li usa....MINEO GIUSEPPE

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  3. Non mescoliamo capra e cavoli. Si parlava d'apertura domenicale ... e qui la legge deve esser uguale per tutti, Foxtown come Polaris.
    Inoltre, Giuseppe, ho sempre ritenuto più importante parlare dei fatti e non delle persone.

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  4. Ho l'impressionje che i Rossi dell UNIA vogliono veder fallire il Polaris per poi sguazzare a fare finta di aiutare quelli rimasti disoccupati tanto per farsi pubblicità ma smettetela

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  5. L'OCST si è distinta da UNIA ed ha avuto nei confronti del Polaris un approccio pragmatico, non opponendosi per esempio alla appertura domenicale concessa per sei mesi. Se un sindacalista navigato e concreto come Ceruso chiede chiarezza avrà i suoi buoni motivi per farlo.

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    1. Speriamo che OCST prenda posizione in modo costruttivo e che si distanzi dall'agire di UNIA, quest'ultima adatta piu ad innalzare barricate che a costruire l'economia d'un paese

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    2. non mi pare che sia andata tanto distante...

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    3. Infatti ... pensano solo a crescere loro stessi ... l'economia, i posti di lavoro, sono una cosa secondaria ... l'importante é avere un contratto collettivo in tasca e prendersi i contributi dei lavoratori!

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  6. La domenica non si possono fare lavorare i dipendenti. Ora come ha fatto OCST a stipulare dei contratti é un mistero, ma se é proibito che contratti avete stipulato? Allora io faccio denuncia alla procura pubblica e poi vedremo. Se il p.p mi risponde un non luogo a procedere denuncio anche lui perché la legge in questo contesto é chiarissime e 17 anni di abusi sono tanti.

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