giovedì 23 febbraio 2012

L'eternit una priorità del nuovo esecutivo. Di Jessica Bottinelli dei Verdi

Jessica Bottinelli
Alcuni giorni fa é stata scritta la parola fine al processo Eternit, conclusosi lunedì scorso. Gli imputati sono stati entrambi condannati (il magnate svizzero Schmidheiny e il barone belga De Cartier) ma già si parla di ricorsi..
Si tratta sicuramente di un capitolo nero della storia della vicina penisola ma che coinvolge anche la Svizzera e molti altri paesi europei. L’Eternit è una sostanza che fu molto utilizzata negli anni ’60 e ’70 dall’edilizia, come rivestimento esterno. Questa sostanza è composta da cemento e dal velenoso amianto. Il pericolo che si corre lavorando a stretto contatto con questa sostanza è quello di inalare grandi quantità di sostanze nocive. I problemi si riscontrano, come detto, soprattutto in fase di lavorazione, ma non soltanto: in caso di smantellamento e distruzione di tali strutture la polvere generata può essere dispersa nell’ambiente o inalata. Inoltre, essendo tale sostanza utilizzata come rivestimento esterno e copertura, è esposta alle intemperie, quindi pioggia, vento e altri fenomeni meteo che ne facilitano lo sfaldamento e la dispersione.

I problemi, oltre a quelli causati direttamente all’ambiente, toccano gli uomini. Questa sostanza è responsabile di provocare l’asbestosi, malattia respiratoria provocata della presenza di fibre d’amianto nei polmoni, cancro ai polmoni e mesotelioma, malattia incurabile. Le vittime sono migliaia e non si tratta solamente di lavoratori presso le fabbriche di eternit, ma anche di partenti e amici, persone che abitavano in prossimità degli stabilimenti altamente tossici e inquinanti. Questa sentenza rende giustizia alle vittime, ma per chi resta il senso di perdita continuerà a essere incolmabile.
 

Anche nel nostro paese e in Ticino questa sostanza è stata largamente utilizzata. In alcuni Cantoni esistono delle banche dati cataloganti gli stabilimenti che contengono queste sostanze tossiche, in Ticino no. In caso di demolizione è quindi sempre possibile prendere tutte le misure necessarie?
Anche Chiasso e dintorni sono toccati da questa problematica. In effetti, la cittadina di confine ha avuto per anni una florida attività legata alle ferrovie e ai trasporti. Molti stabili delle FFS costruiti negli anni ’60 e a seguire hanno dei tetti in eternit contenenti amianto, un problema sotto gli occhi di tutti ma non di facile soluzione. Sarà anche questo uno dei compiti del nuovo esecutivo chiassese, prendere la situazione in mano e in collaborazione con le FFS trovare al più presto delle soluzioni adeguate per la protezione delle persone e della natura. In effetti, in prossimità della cosiddetta zona “Crocione” si trova nel sottosuolo una falda acquifera che permette di dissetare non solo i chiassesi ma una parte importante del Mendrisiotto.
Un’altra questione che presto dovrà presto essere affrontata è quella dei lavori di ammodernamento dello stadio locale. Si prevede, infatti, lo smantellamento della copertura delle tribune, quasi interamente costituita di Eternit. Si spera che il messaggio municipale venga accettato al più presto.
Per entrambi gli esempi sopraccitati, i Verdi si impegnano ad essere prima linea per trovare rapidamente delle soluzioni concrete.
Jessica Bottinelli
Candidata al Municipio di Chiasso per I Verdi

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