lunedì 20 agosto 2012

Cappuccino... ma quanto mi costi???

A Chiasso sembra proprio caro...
Anche se da molti la Svizzera viene definita un’isola felice in un’Europa in burrasca, la crisi si sta facendo sentire pure a queste latitudini. Proprio sulla fascia di confine, poi, la concorrenza do­vuta al cambio franco-euro sfa­vorevole sta colpendo tutti i set­tori, anche quello dei cappucci­ni. Sì, proprio il cappuccino: il caf­fè espresso servito in tazza gran­de con del latte e quella soffice schiumetta che, a volte accom­pagnato da una brioche, dà il buongiorno a molte persone.
Il prezzo di questo dolce risveglio alla caffeina può però risultare salato. Soprattutto se paragona­to a quello che viene praticato nella vicina penisola. Nei locali del centro di Chiasso, le variazio­ni sono già consistenti: si va dai 3 franchi del bar City o del bar Ma­scetti, ai 3,80 del bar Maru, fino
ai 4 franchi della Bottega del Ge­lato. Basta varcare il confine, a po­che decine di metri di distanza, per ricevere, al bar Vengo lì di Ponte Chiasso, uno scontrino da 1 euro e 30 centesimi, meno del­la metà, cioè, di quanto viene ri­chiesto mediamente nel cuore della cittadina.

«Il caffè in Italia – ci dice un eser­cente oltreconfine – è più buono e costa meno. Molti svizzeri pre­feriscono venire da noi. Proba­bilmente va considerata anche la differenza di costo della materia prima, ma i clienti guardano alle loro tasche».
«Dal punto di vista della concor­renza con l’Italia – afferma Anto­nio Florini,
presidente di Gastro-Mendrisiotto – non siamo com­petitivi e ne soffriamo».
Le ragioni, confermate dai geren­ti dei bar a ridosso della frontie­ra,
sono per la maggior parte da ricondurre ai costi di gestione. «Lo stipendio di un barista in Ita­lia si può stimare intorno ai 1.000-1.200 euro al mese – continua Florini –. In Svizzera, invece, un lavapiatti riceve 3.500 franchi. An­che i prodotti di base sono mol­to più cari qui che al di là della frontiera».
«Tre mesi fa – ci spiega
Rudy Martinelli del bar Maru – abbia­mo dovuto portare il prezzo del cappuccino da 3,60 franchi a 3,80. Non credo che chi lo propone a 3 franchi riesca a trarne un gua­dagno. Un cappuccino non è so­lo caffè, latte e zucchero, nel suo prezzo rientrano altri costi fissi che noi gerenti dobbiamo affron­tare: quello della corrente elettri­ca, per esempio, che serve per la macchinetta del caffè o il frigori­fero. Anche la luce o gli abbona­
menti ai giornali, che i nostri clienti possono leggere qui, rien­trano nel prezzo di un cappucci­no. Abbiamo comunque alcuni clienti italiani che vengono rego­larmente da noi per la colazione o per un caffè».
Chi vende la bevanda caffeinata a 3 franchi si giustifica così: «La crisi c’è – afferma
Ivan Piffaret­ti,
gerente del bar City – ma la dif­ferenza non la fa il cappuccino. È piuttosto all’ora di pranzo che i clienti tendono a varcare il con­fine per consumare il pasto».
«La possibilità di mantenere i co­sti invariati - dice ancora il presi­dente di GastroMendrisiotto - di­pende pure dal tipo di gestione che un esercente ha. Se l’introito deriva principalmente dalla caf­fetteria è chiaro che il prezzo, in un momento di crisi, subirà va­riazioni ».


Fonte: Corriere del Ticino

4 commenti:

  1. Va bene i costi di gestione e va bene la materia prima più cara ma nei bar di Chiasso fanno pagare anche la schiumetta per i bambini. Io credo che bisogna cambiare rotta e fare più qualità che quantità, non é possibile che per un bicchiere di bianca bisogna sborsare ben 7 franchi ed il bar la bottiglia la paga solo 10 franchi. Se non si cambia é logico che la gente fa colazione e l'aperitivo oltre confine. Daniele Martini

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    1. Secondo me, affinché una piccola azienda come un bar funzioni, deve poter calcolare un "reddito" di almeno una sessantina di franchi orari per ogni dipendente impiegato.
      Se per preparare un cappuccino impiego un minuto, un altro per ritirare l'ordinazione e incassare ed un paio per il servizio ( lavaggio delle stoviglie compresi ) si arriva tranquillamente ai 4 Fr. Aggiungiamo la "materia prima" calcolata in 50 cts ( caffè, bustina di zucchero, latte sfuso, tovagliolino... qualche tazza che si rompe... )mi sembra che il prezzo non sia esagerato... anche se non posso permettermelo tutti i giorni...

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    2. Hai perfettamente ragione sui conti ma come tu ben scrivi non te lo puoi permettere tutti i giorni. Il problema che siamo in tanti così ed allora ci sono due soluzione o starsene a casa o andare a Ponte Chiasso. Il problema é che molti esercenti come scrive TheOsage lo fanno che sembra che siano li per farti un piacere mentre ci sono esercenti che ci mettono passione e si ingegnano con colazioni complete a cinque franchi (caffé, cornetto e succo) bisogna che certi bar non facciano cassa sui pochi clienti rimasti ma bisogna ingegnarsi con altro

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  2. E si bisogna ottimizzare i guadagni, certo che più diminuiscono le persone che frequentano i bar e più bisogna guadagnare su quelli che restano, e come si fa? aumentando i prezzi. Alla fine qualcuno rimarrà con un pugno di mosche. Personalmente preferieri incasare 30 franchi con 10 persone che con 6. Comunque non è il mio ramo professionale ognuno trarra le proprie conclusioni. Sta di fatto che negli ultimi 10 giorni sono stato a mangiare in due differenti ristoranti della regione, una delusione, a parte il costo,in uno sembrava che ci facessero un piacere a servirci...

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