martedì 4 settembre 2012

Il 69 Cafè... potrà diventare il primo bordello legale di Chiasso!

Sarà il Sixtynine Cafè, con l'annes­so Glamour Club, il primo bordello le­galmente riconosciuto ad operare sul territorio di Chiasso. Pochi giorni fa è stato intimato ai servizi amministra­tivi della cittadina di confine l'avviso cantonale sulla domanda di costru­zione presentata dal proprietario del­lo stabile di via Porta 2a all'inizio di lu­glio. Il pronunciamento emanato dal Dipartimento del territorio il 23 ago­sto è favorevole. I responsabili del ri­trovo a luci rosse dovranno solo adot­tare alcuni accorgimenti marginali prima di riaprire i battenti. Tra le al­tre cose, dovranno ricavare una came­ra accessibile a clienti disabili del lu­panare.
Il rilascio della licenza edilizia - una formalità alla luce delle recenti dichia­razioni di alcuni membri dell'Esecu­tivo comunale - è all'ordine del gior­no della seduta odierna del Munici­pio di Chiasso.

Sotto i bar e sopra le camere
Nell'incarto della domanda di costru­zione, Patrizio Curti, proprietario del mappale 65 del Registro fondiario de­finitivo di Chiasso, postulava la mo­difica d'uso da bar- sauna- night club e appartamenti a bordello delle su­perfici del Sixtynine e del Glamour. «La nuova destinazione di tutti i loca­li - si leggeva nel fascicolo rimasto in consultazione sino al 19 luglio - sarà di postribolo». Nessun ritocco, aggiun­geva l'istante, verrà apportato «alle strutture». Nel piano interrato del pri­mo dei due stabili all'angolo tra via Porta e via Odescalchi, è stato creato uno snack bar di 175 metri quadri in grado di accogliere sino a 150 clienti. Un altro esercizio pubblico di 95 me­tri quadri con capienza di 50 persone è accessibile al pianterreno. La zona adibita ad appartamenti dei due edi­fici, proseguiva la relazione tecnica, «passa ad attività di alloggio (alber­go)» per un totale di 34 posti letto. Le camere sono distribuite soprattutto al primo e al secondo piano dei due im­mobili messi in comunicazione.
L'altra casa d'appuntamenti
Finito in pubblicazione contempora­neamente a quello del Sixtynine, il progetto di regolarizzazione di un al­tro noto postribolo chiassese, il Pom­peii sauna club, attende ancora l'aval­lo del Cantone. Ricevuta la documen­tazione supplementare richiesta, i fun­zionari bellinzonesi si esprimeranno nei prossimi giorni. Dopodiché, pure il locale di via Brogeda 1 dovrebbe ot­tenere il permesso di costruzione che ne sanerà l'attività svolta da anni sen­za formale autorizzazione. Per il ritro­vo a ridosso del piazzale della doga­na commerciale, la proprietà, facen­te capo alla Plurimmobiliare SA, do­manda la catalogazione come casa d'appuntamenti con bar annesso. Nel­lo stabile non sono ammessi pernot­tamenti. Il bar manterrà l'orario di apertura usuale, ossia dalle 14 alla 1 tutti i giorni della settimana. Si stima che accoglierà, in media, dai 20 agli 80 avventori dal lunedì al sabato e dai 20 ai 50 la domenica.
Sia il Sixtynine sia il Pompeii sono lo­cali a luci rosse attivi da tempo a Chias­so. Hanno deciso di regolarizzarsi sul­l'onda dell'operazione di recente lan­ciata da polizia e magistratura ticinesi per arginare il fenomeno della prosti­tuzione illegale. L'intervento delle for­ze dell'ordine è sfociato, all'inizio di ago­sto, nella posa dei sigilli al ritrovo di via Brogeda. Per evitare di incappare nel medesimo provvedimento, il Sixtyni­ne Cafè ha optato, come rivelato dal Corriere del Ticino del 7 agosto, per una chiusura spontanea in attesa di ottene­re la licenza edilizia. Entrambi i bordel­li dovrebbero riaprire nelle prossime settimane. Prospettiva, questa, abba­stanza gradita alle autorità comunali, le quali preferiscono concentrare la pro­stituzione in pochi luoghi riconosciu­ti piuttosto che trovarsi le squillo spar­se in appartamenti o, peggio, lungo le strade. Peraltro, ha sottolineato il sin­daco di Chiasso Moreno Colombo sol­lecitato sulla questione da questo gior­nale il 13 agosto, i bordelli in via di re­golarizzazione non hanno mai gene­rato particolari proteste da parte del vi­cinato e del resto della cittadinanza. Corriere del Ticino del 7 agosto, per una chiusura spontanea in attesa di ottene­re la licenza edilizia. Entrambi i bordel­li dovrebbero riaprire nelle prossime settimane. Prospettiva, questa, abba­stanza gradita alle autorità comunali, le quali preferiscono concentrare la pro­stituzione in pochi luoghi riconosciu­ti piuttosto che trovarsi le squillo spar­se in appartamenti o, peggio, lungo le strade. Peraltro, ha sottolineato il sin­daco di Chiasso Moreno Colombo sol­lecitato sulla questione da questo gior­nale il 13 agosto, i bordelli in via di re­golarizzazione non hanno mai gene­rato particolari proteste da parte del vi­cinato e del resto della cittadinanza.

Fonte: Corriere del Ticino

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