giovedì 15 novembre 2012

Autobomba a Chiasso, indagini sospese


La fiat ritrovata a Chiasso nel lontano 2005

Sull'autobomba trovata a Chiasso nel dicembre del 2005 Berna getta la spugna. Il Mini­stero pubblico della Confedera­zione (MPC), come ci conferma la sua portavoce Jeannette Bal­mer , «ha sospeso le indagini in Svizzera fino a quando non si scopriranno nuove prove o nuo­vi fatti che rendano verosimili la colpevolezza di uno o più impu­tati, attualmente sconosciuti».
Si tratta di una vicenda che all'e­poca aveva destato grande pre­occupazione. Sono trascorsi or­mai sette anni dal giorno in cui, era un venerdì sera, una pattu­glia della Polizia comunale della cittadina di confine scoprì, all'angolo fra via Soldini e via 1. agosto, vicino allo stadio, una Fiat Uno blu, risultata rubata ad una persone di Morbio Inferiore che venne a lungo interrogata e risentì pesantemente di questa vicenda, anche se mai risultò indagata ma soltanto vittima di un furto d'uso.
 
All'interno dell'utilitaria vennero rinvenute
tredici taniche piene di benzina, detonatori e quattro involucri contenenti polvere da sparo col­legati a tranci di miccia. Se fosse esplosa all'aperto l'auto avrebbe prodotto, se non ci fosse stato nessuno nelle sue vicinanze, soltanto un bel botto e danni materiali. Ma se fosse stata fatta detonare all'interno di uno sta­bile le conseguenze avrebbero potuto essere devastanti. Le in­dagini furono svolte a tutto campo da parte degli specialisti della polizia scientifica ticinese e zurighese. Poi il magistrato in­caricato del caso, l'allora procu­ratore pubblico Mario Branda, trasmise il dossier ai colleghi del MPC, competente - secondo il Codice penale svizzero - per le inchieste dove compare mate­riale esplosivo. Il mistero della Uno blu rimane quindi tale. Si ipotizzò di tutto a partire dal possibile assalto ad un furgone portavalori. Nella migliore delle ipotesi potrebbe essere servita unicamente per il trasporto di materiale. Ma per quale scopo? Forse non si saprà mai.

Fonte: Corriere del Ticino

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