venerdì 30 novembre 2012

"Difficile mantenere la biblioteca così come è attualmente" Patrizia Pintus a ruota libera su La Regione


Pintus, in Municipio da aprile
Dare a Chiasso un’unica biblioteca capace di racchiudere in sé varie anime e patrimoni librari. I luoghi di lettura scolastici e del Comune potrebbero, insomma, unire volumi e spazi e garantire così continuità e forza a un servizio al quale la Città non intende rinunciare. Si ha già anche un’idea: la biblioteca in comune potrebbe trovare posto sull’area della stazione ferroviaria (ai vecchi magazzini), ovvero all’interno della futura Scuola d’arti e mestieri della sartoria. Aperti i cantieri delle scuole professionali – quello del Cpc, in dirittura d’arrivo con la sua ristrutturazione, e appunto quello della nuova sede per i tecnici dell’abbigliamento – le autorità chiassesi hanno colto l’opportunità per aprire un dialogo con il direttore del Decs, il Dipartimento educazione, cultura e sport, Manuele Bertoli . E quando, venerdì scorso, la capodicastero Cultura e biblioteca Patrizia Pintus e la responsabile degli spazi espositivi Nicoletta Ossanna Cavadini hanno bussato al portone di Palazzo delle Orsoline non si sono presentate a mani vuote. Con loro hanno portato una richiesta e una buona dose di speranza. E Bertoli non ha loro chiuso la porta. Formalizzata, martedì, la proposta da parte di tutto il Municipio cittadino e imbucata la missiva, adesso si potranno avviare le trattative.

L’amministrazione cittadina, del resto, oggi deve fare i conti con un paio di problemi. Il primo è strettamente contabile – far quadrare i bilanci del Comune –, il secondo è più culturale: rivitalizzare la Biblioteca comunale, una realtà, lì all’angolo tra via Turconi e via Simen, dalla fine degli anni Ottanta. « Sgombriamo subito il campo dagli equivoci – esordisce Patrizia Pintus –. Nessuno parla di chiudere la Biblioteca comunale. Va riconosciuto, però, che così com’è è difficile possa rimanere. Occorre intervenire, e farlo per tempo, studiando di nuovo la collocazione del servizio – che oggi fa riferimento a un bibliotecario e una segretaria, ndr – come le possibili sinergie in ambito cittadino e cantonale. In altre parole, va rivisto in chiave moderna, affinché rimanga un vivace luogo di incontro ».
Con i suoi quasi 39mila titoli (che includono una collezione di 593 ex Libris) e oltre 10mila prestiti (nel 2011) – la voce a bilancio vale circa 360mila franchi –, la biblioteca chiassese può, d’altra parte, diventare la chiave di volta per una collaborazione sempre più stretta con il Decs e i suoi istituti. « Oggi – ci spiega la municipale – il panorama è frammentato anche nelle risorse umane a disposizione. C’è l’area di lettura della scuola elementare, curata grazie al volontariato. E ci sono la biblioteca della scuola media e quella del Centro professionale commerciale – con entrambe un impiegato part-time, ndr – oltre al progetto di un’aula adibita a biblioteca nella nuova scuola di sartoria ». Scuola destinata (i piani sono a buon punto, le intenzioni certe) a traslocare a Chiasso.
Ecco che, illustrato il quadro al responsabile del Decs, le ambasciatrici della Città hanno messo sul tavolo il progetto. « Il Comune è disposto a dare una mano, partecipando alla pari alle spese, e ad offrire la sua dotazione libraria, immaginando di ‘fondere’ la Biblioteca comunale e quella prevista all’interno della futura scuola professionale ». Come? Allargando gli spazi già assegnati dentro le mura dell’edificio scolastico che, nelle previsioni, dovrebbe estendersi su una superficie di circa 6mila metri quadrati. E il Consigliere di Stato Manuele Bertoli, assicura la capodicastero, è disponibile a pensarci e a studiare la fattibilità della proposta. Adesso, certo, bisogna aprire le trattative.
In realtà potrebbe pure esserci di più. « Il capo del Decs è aperto anche alla possibilità di valutare un legame di collaborazione fra la scuola e il max museo. Restano da approfondire le modalità e i tempi ». Le occasioni, d’altro canto, non mancherebbero al di là di uno scambio librario – anche il museo ha il suo piccolo patrimonio –, soprattutto nella visione della responsabile Nicoletta Ossanna Cavadini. Un esempio? Una mostra di design.
Se l’operazione non dovesse andare in porto, la Città si è tenuta, comunque, una via d’uscita. « Il secondo scenario – ci conferma Patrizia Pintus – è quello di ridimensionare la nostra biblioteca e inserirla nel’ambito del centro culturale, in sinergia con il max museo ».
Ribaltiamo la prospettiva, se ci si potesse concedere un lusso? « Un sogno nel cassetto ce l’ho – ci dice ancora la municipale –: avendo le risorse, acquistare il complesso dell’ex Calida (non farlo a suo tempo è stato un errore) e inserirvi la biblioteca, con uno spazio per i bambini, il fondo librario del max museo e i servizi di tutti gli istituti scolastici presenti sul territorio. Creare un vero e proprio polo bibliotecario ». Iniziare da una biblioteca in... condominio sarebbe già un primo passo.

Visitatori in aumento al Max Museo

Difficile per Patrizia Pintus e Nicoletta Ossanna Cavadini chiedere udienza al consigliere Manuele Bertoli e non parlare di max museo. Arduo, oggi, decifrare la possibilità che il Cantone rivesta un ruolo più attivo (finanziariamente parlando) nello spazio espositivo cittadino. Restano, però, i timori esternati dalla capodicastero e dalla responsabile degli spazi espositivi cittadini. « La nostra preoccupazione – esplicita la municipale chiassese – è quella di difendere l’identità culturale del museo e della città quale punto di riferimento per la grafica, trovare un sostegno ed evitare ( per il centro culturale come per la biblioteca) dei doppioni ». Detta fuori dai denti non si vorrebbe che i centri culturali della regione – la Filanda a Mendrisio e il quartiere della cultura a Chiasso – si sovrapponessero e confondessero, disperdendo altresì le risorse a disposizione. « D’altra parte – ribadisce Patrizia Pintus – il max museo ha una sua identificazione specifica, riconosciuta anche dall’aumento dei visitatori ».Visitatori passati, ci fa sapere, da uno al giorno a cinque all’ora in media. Ecco che nelle autorità chiassesi si sta facendo strada l’idea e l’esigenza di trovare un punto di contatto con la futura scuola professionale dei tecnici dell’abbigliamento. La sua presenza a Chiasso non farà, del resto, che rafforzare la vocazione culturale della città.

Fonte: La Regione

1 commento:

  1. La biblioteca di Chiasso é l'ultimo dei problemi veri del comune .

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