mercoledì 5 dicembre 2012

La Rosa Nera in via Sottopenz? Decida il Cantone!

Moreno Colombo Sindaco di Chiasso
Nel ‘caso Rosa nera’ il Municipio di Chiasso ha fatto solo da... intermediario. In altre parole, l’esecutivo “non ha avallato la modifica”. Si è solo limitato, al momento, a presentare la variante di poco conto (da ancorare al Piano regolatore) alle autorità cantonali, “per il giudizio di loro competenza”. Come dire che adesso tocca al Dipartimento del territorio pronunciarsi in merito. Sul tavolo l’ufficializzazione di un terzo postribolo, dopo il Pompeii e il Glamour Club. Locali questi ultimi già inseriti in zona amministrativa-commerciale intensiva e che hanno quindi superato senza intoppi l’esame cantonale, staccando la licenza edilizia. Senza dimenticare altresì che la variante dovrà essere pubblicata (per un periodo di 30 giorni), al fine di “garantire l’esercizio del diritto in uno Stato che si definisce tale”.


Pedinato sulla questione da due consiglieri comunali, Fabio Bianchi del Ppd e Bruna Bernasconi di Us, il Municipio cittadino tiene comunque a “chiarire”. Di fatto nessuno, però, sembra volersi assumere la paternità della scelta pianificatoria, accendendo in sostanza le luci rosse anche in quella zona di Chiasso. Scelta che va in effetti a formalizzare una condizione “acquisita nel tempo da decenni” lì, in via Sottopenz. Ma che male si concilia, per chi vi abita, con la volontà (in primis dell’amministrazione comunale) di riqualificare il comparto, tanto da investire nella realizzazione di un percorso pedonale e ciclabile.
La richiesta di intervenire e trasformare un’area residenziale semi-estensiva a tre piani, dove oggi si trova il Rosa nera, in una speciale per attività economiche sale, fa sapere l’esecutivo guidato da Moreno Colombo , dagli stessi proprietari del ritrovo. In ogni caso, assicura ancora l’autorità locale reagendo alle domande dei due consiglieri, non verranno concessi degli ampliamenti – il terreno confina con il bosco ed è delimitato dai binari ferroviari –, aprendo solo a destinazioni di “carattere commerciale e pubblici esercizi” che escludono la presenza di una discoteca. Uno senario, si ricorda, che ossequia le norme di applicazione del Pr.
L’esecutivo invoca anche la Legge sullo sviluppo territoriale e il suo Regolamento per corroborare le modifiche di poco conto apportate alla mappa cittadina, confinate nei parametri edilizi, nell’estensione delle superfici interessate (non più di 2mila metri quadri) e nel numero di abitanti toccati (non oltre le 20 persone). Ambito dove si giocherà pure la valutazione cantonale. Basi tecniche e giuridiche sulle quali l’autunno scorso si interrogavano altresì gli autori degli atti consiliari. Interrogazioni alle quali, giusto nei giorni scorsi, si sollecitava un riscontro e per le quali l’amministrazione si è data il tempo utile, si spiega, per rispondere in modo “soddisfacente”.
Resta intonso il problema di convivere con la prostituzione. Problema rimbalzato giusto la settimana scorsa da un dibattito promosso dall’associazione ‘Amiamo Chiasso’ (di cui ha riferito la-Regione di sabato 1° dicembre) e che, riconosce lo stesso esecutivo, divide gli animi. Abbattuto il muro dell’ipocrisia, si richiama, “lo sfruttamento del fenomeno e le concatenazioni di natura criminosa che vi si innestano” restano il vero nodo da sciogliere. Insomma, ribadisce il Municipio chiassese, “non sembra il caso di illudersi sulla portata della recente azione di ripristino della legalità in questo campo”. Azione intrapresa dalla Procura con l’operazione Domino. Sono state messe a punto “alcune procedure di natura esclusivamente formale”, ma sullo sfruttamento, “che costituisce la piaga”, rimane, commenta l’autorità comunale, “ancora molta strada da percorrere”. Aspettando la nuova Legge cantonale sulla prostituzione.

Fonte: La Regione

1 commento:

  1. In centro sono stati riaperti i due postriboli senza opposizione . Ora il Municipio scarica sul cantone la decisione di riaprire il Rosa Nera regno della "Tallarina con le sue meraviglie" per molti anni . Misteri della politica paesana . Dove in una linea d'area di 200 metri abitano centinaia di famiglie va bene , dove esisteva da sempre e il disturbo é minimo,non va bene e decida il cantone .

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