giovedì 10 gennaio 2013

"A Chiasso si vive male, da qui me ne andrei volentieri"

“Il caso della persona aggredita la sera del 9 dicembre mi ha fatto riflettere. Da qui me ne andrei volentieri”. Diego (il vero nome è noto alla redazione), 26enne di Chiasso, si riferisce al ragazzo di colore aggredito e derubato a dicembre da due richiedenti l’asilo proprio nella cittadina di confine. Ora il giovane ha deciso di manifestare pubblicamente il suo disagio. E di lanciare un appello alle autorità. “Vorrei premettere che sono una persona aperta a ogni tipo di cultura – sottolinea –. Però il problema del centro asilanti sta diventando insopportabile”
 
Il parchetto

L’aggressione di domenica 9 dicembre è avvenuta nella zona del parchetto di via Volta, uno dei luoghi più malfamati di Chiasso. Diego fa notare: “È pazzesco, non ti senti neanche più a casa tua qui. Se sei in compagnia non ci sono problemi, ma quando si è da soli c’è da avere paura. Io temo non tanto per la mia salute, ma per quella della mia ragazza, che spesso si deve spostare per le strade di Chiasso. Sono sempre in apprensione quando lei è in giro”.

Gli anziani

Diego sostiene che anche gli anziani del posto sono al limite della sopportazione. “È così. A volte gli asilanti lanciano addirittura bottiglie in giro, si comportano davvero male. E non solo in zona parchetto, ma anche dalle parti della stazione. Non sono tutti così, va specificato, però una parte importante di loro sì. Non si vive sereni a Chiasso e la polizia dovrebbe essere ancora più severa con queste persone. Quando noi sbagliamo dobbiamo pagare, quando questa gente commette un reato invece non riceve alcuna punizione”.

Problema ciclico

Che la polizia comunale di Chiasso fosse iper sollecitata non rappresenta di certo una novità. Le segnalazioni di vario genere giunte in gendarmeria erano 1700 nel 2004, ben 4300 nel 2011. Un aumento netto dovuto proprio all’arrivo degli asilanti. E il trend sembra confermarsi pure nel 2012. “Anche se – spiega il comandante Nicolas Poncini – da qualche mese a questa parte viviamo una situazione relativamente tranquilla. Non solo per merito nostro perché, va detto, i problemi legati agli asilanti sono di natura ciclica. Da una settimana all’altra potrebbe arrivare una nuova ondata di persone problematiche”.

Diffidenza

Insomma, la grande variabile è proprio la struttura per asilanti in via Motta. E nonostante le acque si siano un po’ calmate Poncini precisa di comprendere il disagio di Diego. “Quando una donna passa dal parchetto di via Volta viene squadrata da 30-40 individui, non è simpatico. Quello è uno dei principali luoghi d’incontro degli asilanti. Ma non è l’unico. Diciamo che negli ultimi tempi non sono accaduti episodi gravi, però il malumore della popolazione rimane. C’è diffidenza, angoscia… Il fatto è che noi non possiamo impedire agli asilanti di circolare liberamente per la città”.

Furti ‘legalizzati’

Poi ci sono le lamentele dei commercianti. “Sappiamo che alcuni asilanti rubano praticamente tutti i giorni. Però le denunce sono pochissime perché i commercianti hanno paura delle possibili ripercussioni. È un po’ un circolo vizioso, senza denuncia noi non possiamo intervenire”. E anche quando c’è la denuncia, la polizia può fare poco. “I richiedenti l’asilo, in quanto tali, sono ‘protetti’ dalla legge federale. Non disponiamo di basi legali valide per poterli punire concretamente in caso di reato e questo provoca una certa esasperazione tra gli abitanti del posto. Proprio in quest’ottica le autorità comunali stanno cercando di sensibilizzare Berna”.

Fonte: www.tio.ch

1 commento:

  1. E come stanno "sensibilizzando" Berna le nostre autorità comunali? Ah si, conoscendoli portando loro il Berner Platte. Ma per favore quante balle e sperano ancora che la gente ci crede a tutte ste fandonie!

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