mercoledì 23 gennaio 2013

"Il Cantone la fa troppo facile riversando sui comuni" Colombo contro il Cantone

Il Sindaco agguerrito nei confronti del Cantone
Se sin qui i rapporti fra il governo e Chiasso erano tesi, oggi i nervi sono proprio saltati. Il Cantone ha deciso di ‘fare alla romana’ e chiamare anche i Comuni a pagare il disavanzo dello Stato. Ma per il sindaco della cittadina, Moreno Colombo , a Palazzo la fanno « un po’ troppo semplice ». Del resto, dal Basso Mendrisiotto gli echi erano già arrivati. Ora poi che la settimana scorsa è uscita la tabella delle quote previste, i toni si alzano. Se Mendrisio si è ritrovato con un conto di oltre un milione, che si prepara a recuperare annunciando un regime di dieta pure per il biennio 2014-2015 (come pubblicato sulla Regione di ieri), Chiasso deve contabilizzare altri 600mila franchi. Quanto basta per trasformare le cifre nere allineate a preventivo per quest’anno – si parla di 450mila franchi –, in cifre rosse. La perdita stimata è di circa 470mila franchi. Inclusi tagli e privazioni, chiesti, non da ultimo, alla busta paga dei dipendenti comunali.

A ben vedere, ci rende attenti il sindaco, la richiesta rivolta a Chiasso è ben più esosa: tutto compreso oscilla attorno al milione di franchi. « Bisognerà attendere i dati definitivi, e non mancheremo di sollecitare anche noi una verifica. Ciò non toglie che siamo molto arrabbiati con il Cantone ». Anche perché, rammenta Colombo, le sorprese non sono finite. Nel 2014 lo stralcio della cosiddetta privativa (nell’ambito delle tasse sull’elettricità), lamenta, si tradurrà in 3-5 punti di moltiplicatore per i Comuni ticinesi.
Così per arginare le uscite extra, davanti all’aumento dal 20 al 25 per cento della partecipazione alle spese per l’assistenza (che qui ‘vale’ 200mila franchi in più), il Municipio chiassese ha già bussato al portone di Palazzo delle Orsoline, e uno spiraglio, in effetti, si è aperto. « Abbiamo sollecitato una cantonalizzazione degli oneri – come succede per le case anziani o le cure domiciliari –, inserendo nel calcolo vari parametri – nei centri, non dimentichiamo, i servizi sociali sono a carico dell’amministrazione –. Occorre, in altre parole, non limitarsi a prendere in considerazione il domicilio degli assistiti: peraltro in evidente aumento a Chiasso. In questo modo la ripartizione risulterebbe più equa » fa capire Colombo.
Ha sortito un effetto? « Di recente il Cantone in una lettera si è mostrato disponibile a rivedere il conteggio e ha annunciato che presenterà delle proposte, fornendo delle simulazioni ». Il ristorno ne uscirà alleggerito? « Più che una questione di cifre, è un fatto di principio ».
Per Chiasso, d’altro canto, appare arduo trovare altri margini di manovra per far quadrare i bilanci. « Abbiamo già fatto un esercizio non facile, riducendo la spesa del 3 per cento, come richiesto, e intervenendo, pur a malincuore, sui salari. Di più per questo 2013 non si può fare. Non possiamo fermare certi investimenti ». Ma il sindaco non nasconde che questo ulteriore aggravio pesi. Tant’è che si attende suggerimenti dalla stessa Commissione della gestione, dentro la cui stanza il dibattito è acceso. « Siamo pronti ad ascoltare le suggestioni dei commissari. A ricevere un loro aiuto a ‘costruire’ il preventivo 2013 » ribadisce il sindaco. Sul tavolo, appunto, la decurtazione degli stipendi e l’eventuale aumento del moltiplicatore, oggi all’82 per cento. E ora più che mai una riflessione si impone.
« Sia chiaro – richiama Moreno Colombo – : non siamo rimasti con le mani in mano. Stiamo già studiando alcune misure per il 2014, confidando altresì su una certa ripresa dell’economia privata, sebbene sia difficile ». Su quali siano questi provvedimenti il sindaco, per ora, non si sbilancia.
Non si discute, per contro, sui tre punti cardinali delle finanze chiassesi. « I nostri punti fissi – ci conferma Colombo – sono le spese, da 5 anni al di sotto dei 30 milioni – il fabbisogno lo testimonia –, il pacchetto composto dal gettito delle persone fisiche e giuridiche – nelle previsioni – e le imposte alla fonte – passate da 2,9 a 4,1 milioni – e infine gli introiti delle banche oggi a quota 1,6 milioni e di fatto crollati. Insomma, siamo chiamati tutti a fare dei sacrifici. Pure il Cantone, però, dovrebbe rivedere la propria linea ». A buon intenditor...

Fonte: La Regione

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