mercoledì 9 gennaio 2013

Taglio si o taglio no? Su La Regione il Sindaco conferma la decisione mentre per il giornale di Muzzano la misura sarà ritirata

Il Municipio di Chiasso si adegua (al volere del parlamento), si ammorbidisce, ma sui tagli ai salari del personale comunale non indietreggia. Questo, fa capire il sindaco Moreno Colombo , è il momento dei sacrifici. A cui vengono chiamati tutti. Difficile, quindi, immaginare che il braccio di ferro con i sindacati possa allentarsi. Anche Vpod e Ocst hanno chiesto ad operai ed impiegati del Comune di fare quadrato. E l’adesione non è mancata. Ad oggi, fanno sapere in una nota, sono 184 i dipendenti (su un totale di circa 500) che hanno sottoscritto la petizione e detto ‘no’ ad un alleggerimento della loro busta paga. La sforbiciata è del 2 per cento per chi percepisce più di 65mila franchi (in origine governo cantonale ed esecutivo parlavano di una quota esente di 20mila franchi). Un messaggio, quello lanciato dalla base, che i sindacalisti consegneranno di persona, domani, alla cancelleria locale.

“L’inopportunità del taglio salariale ha suscitato una forte risposta da parte dei dipendenti, che hanno risposto in gran numero all’invito dei sindacati ad esprimere il loro dissenso tramite la sottoscrizione della petizione e la partecipazione alle riunioni sindacali” fanno sapere Vpod e Ocst. Del resto, rilanciano, Chiasso è “l’unico Comune in cui il Municipio ha previsto tagli salariali per i propri dipendenti, e lo ha fatto senza consultare preventivamente i lavoratori e i sindacati”. Certo, non è detta ancora l’ultima parola: il dibattito si annuncia senz’altro vivace. Adesso la misura è sul tavolo della Gestione (assieme ai preventivi 2013), che giusto lunedì sera si è già rimessa al lavoro. Poi toccherà al Consiglio comunale decidere se appoggiare o meno la politica dell’esecutivo. « Le variabili in gioco – commenta dal canto suo il sindaco Colombo – sono tante ». In effetti, per far quadrare i conti (e uscire per lo meno in pareggio) si dovrà valutare non solo se decurtare gli stipendi comunali, ma altresì se ripensare il moltiplicatore (oggi all’82 per cento) e se vendere all’Age il terreno di via Cattaneo dove si trovano i magazzini dell’Azienda acqua, gas ed elettricità. Un’operazione immobiliare che, negli intendimenti dell’autorità, porterà nelle casse 2,1 milioni, dando modo, di fatto, di proiettare una finanziaria in nero (di circa 450mila franchi).
Il sindaco, dunque, passa ora la palla al legislativo. E ricorda come la ‘questione tagli’ sia motivata – dal fatto di evitare disparità di trattamento con docenti e personale sanitario – e come, se i bilanci chiuderanno in pareggio, il taglio verrà... ricucito. « Si tratta di misure comunque contenute. E non dimentichiamo che la nostra scala salariale, rispetto ad altri centri del Ticino, è di tutto rispetto – rincara Colombo – . Inoltre, non abbiamo toccato gli scatti e assicuriamo tutta una serie di agevolazioni e benefici. Senza dimenticare che abbiamo dato la nostra disponibilità a portare da 25 a 22 gli alunni per classe nelle scuole. Di fatto domandiamo ai dipendenti comunali di darci una mano, se si crede davvero che la situazione economica è difficile. Serve un discorso unitario. Magari – invita ancora il sindaco – dando uno sguardo a ciò che sta succedendo nel settore privato. Da parte nostra appena potremo riadegueremo la situazione ». C’è però anche un’altra posizione da definire, quella delle maestranze dell’Age, che fa riferimento ad un contratto collettivo di lavoro valido sino alla fine del 2015. Vpod e Ocst tengono a rammentarlo e rinviano alla Commissione paritetica: un incontro è previsto il 15 gennaio prossimo. « E noi siamo aperti a parlarne con i sindacati » annota Colombo. Che lascia intendere che occorre comprendere (anche da parte di chi lavora all’Age) che la condizione dell’azionista di riferimento (il Comune) in questo momento non è proprio delle più serene.

Fonte: La Regione

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Si fa largo l'ipotesi del ritiro della misura

Considerato che la portata della manovra sui salari dei dipendenti pubblici voluta dal Governo canto­nale è stata mitigata dal Gran Consi­glio, alle cui decisioni Chiasso ha scelto di attenersi, nella seduta di ieri il Municipio della cittadina ha cominciato a rifare i calcoli. Nella versione originaria del preventivo 2013, i risparmi stimati ammontano a 350- 400 mila franchi annui. Una cifra che scenderebbe a circa 100 mila franchi dopo la risoluzione del Parlamento di innalzare da 20 mila a 65 mila franchi la quota di stipen­dio esente da tagli. Vista l'attenua­zione dell'impatto della manovra, l'Esecutivo cittadino sta iniziando a riflettere su una possibile marcia indietro. Parallelamente, la Com­missione della gestione ha avviato l'esame del preventivo, discutendo l'eventualità di alzare il moltiplica­tore di imposta per far quadrare i conti del Comune.

Fonte: Corriere del Ticino

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