sabato 2 febbraio 2013

Un gruppo elvetico mette in ombra il mitico Bollani al Festival Jazz

Comunque un grande concerto da parte di Stefano Bollani
Gli aficionados del Festival di musi­ca e cultura jazz di Chiasso sanno che, al suo interno, le sorprese sono spesso all'ordine del giorno. E che non biso­gna stupirsi se capita di andare per ascoltare un musicista e, invece, rima­nere fulminati da un'altra proposta del­la quale si ignorava addirittura l'esi­stenza. Come è accaduto giovedì, nella (stracolma) serata di apertura della XVI edizione della rassegna, che gravitava attorno all'atteso ritorno della princi­pale stella del jazz italiano, il pianista Stefano Bollani, ma che verrà invece ricordata per l'incredibile performance degli Hildegard Lernt Fliegen, band dal bizzarro nome, dietro cui si cela una delle proposte artistiche più originali e divertenti degli ultimi anni. Che, per altro, è difficile ricondurre ad un gene­re o ad uno stile: per rendere l'idea, potremmo dire che il sestetto svizzero­tedesco capitanato dal funambolo del­la voce Andreas Schaerer è una sorta di bizzarro incrocio tra la Banda Osiris (per il fatto di essere composto princi­palmente da fiati) e le «Mothers» di Frank Zappa, ma con elementi che ri­mandano anche alle orchestrine da Vaudeville, al cabaret teutonico alla Karl Valentin, ma che non disdegnano neppure di agganciarsi alla contempo­raneità e, in particolare, all'universo «urban».


Un pot-pourri, insomma, de­cisamente variegato e altrettanto irri­verente e iconoclasta, pilotato con sor­prendente abilità da Schaerer che, oltre ad essere un cantante sopraffino, uno scatman di prim'ordine e un beatboxer di grande talento, ha mostrato anche meravigliose doti di imitatore di suoni, di cabarettista e di... capocomico di un ensemble capace di costruire un brano attorno al ticchettio (vero!) di una vec­chia macchina da scrivere, di districar­si in micidiali calambour vocal-stru­mentali, ma anche di ammaliare con un incantevole duetto tra due trombo­ni, banché in scena, di trombone, ce ne fosse uno solo... Uno show, quello de­gli Hildegard Lernt Fliegen, entusia­smante, che ha messo addirittura un po' in ombra la star Stefano Bollani che, comunque, non ha tradito le aspettative facendo per un ora abbon­dante il... Bollani. Ovvero proponendo un'avvincente cavalcata tra i generi e le composizioni più disparate, proposte in una successione talmente rapida che ogni qualvolta che qualcuno pen­sava «questa la conosco», quel riff era già sfumato e sostituito da qualcos altro di altrettanto avvolgente e affascinante. Nello show del toscano non sono poi mancati né siparietti umoristici né esempi di virtuosismo che hanno man­dato in visibilio la platea.
Stasera a Chiasso gran finale con, dalle 20.30, l'Acrobat Quintet del sassofoni­sta Tino Tracanna, il tributo ad Elvin Jones della coppia Chico Freeman-Ter­ri Lyne Carrinton e quella che si an­nuncia come una nuova sopresa: Y'a­koto. Vogliamo scommetterci?
 
Fonte: Corriere del Ticino

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