giovedì 7 febbraio 2013

"UNIA e MPS hanno generato il panico all'interno del centro"

«Chi si oppone all'apertura dome­nicale del Centro Ovale è riuscito unicamente a diffondere il panico tra impiegati e datori di lavoro. In questa situazione di ambiguità, nella quale, cambiando le regole in corsa, un'au­torità rilascia il permesso per aprire la domenica e poi a due riprese ven­gono messi ostacoli con i controlli sull'impiego del personale, i negozi non possono proseguire l'attività nel­le condizioni ideali. Siamo venuti in Svizzera perché ci era stato spiegato che le regole sono chiare e uguali per tutti, ma da quel che ho visto non è così. Oggi non consiglierei a investi­tori internazionali di investire in Tici­no»: a parlare è Frédéric Van der Planken , rappresentante della pro­prietà del grande magazzino chiasse­se giunto ieri nella cittadina per in­contrare la direzione e alcuni inquili­ni. A generare paura, prosegue, sono stati «MPS e Unia», che con le reitera­te iniziative contro il lavoro domeni­cale «criminalizzano una realtà che ha portato 160 posti di lavoro e un investimento in Ticino di oltre 70 mi­lioni di franchi. Siamo stufi di essere trattati come una bottega di paese quando investiamo milioni ogni an­no.
 
Così si crea solo disoccupazione». Come per il FoxTown di Mendrisio, le domeniche, afferma il manager bel­ga, «sono fondamentali per il Centro Ovale. I nostri negozi hanno avviato l'attività sulla base di un business plan che comprende le domeniche: senza, andrebbero persi diversi im­pieghi. Le cifre dimostrano che il centro dipende dall'apertura dome­nicale. La cifra d'affari per metro qua­dro conseguita dal FoxTown agli esordi, 17 anni fa, è paragonabile alla nostra. Ora, dopo anni di crescita, è chiaro che loro, dei quali non siamo certo concorrenti, hanno un altro ap­peal. Al Centro Ovale servono 4-5 anni per calibrare bene l'offerta e stabilizzarsi. Anche noi esercitiamo un'attrattiva turistica, richiamando diversi italiani dalla fascia di confi­ne». Come si spiega, allora, la rinun­cia spontanea di alcuni locatari ad accogliere la clientela nei festivi? «Non è dovuta ad una scarsa redditi­vità della domenica. È chiaro - dice Van der Planken - che qualcuno ri­fletta davanti ad una lettera dell'auto­rità che minaccia sanzioni in caso di violazioni della Legge sul lavoro. So­no contento che la maggior parte dei negozi intenda continuare con le do­meniche almeno sino a marzo. Di si­curo noi chiederemo il rinnovo di questo permesso e ci batteremo in tutti i modi per la parità di trattamen­to (con il FoxTown, ndr)».

Fonte: Corriere del Ticino

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