venerdì 26 aprile 2013

"La colpa della perdita dei posti di lavoro? Di Unia!" Van der Planken attacca duramente il sindacato

Il leader sindacale Matteo Pronzini
Si complica ulteriormente la situa­zione al Centro Ovale Chiasso, che, già alle prese con un decollo abba­stanza stentato, un mese fa si è visto assestare la mazzata del ritiro dell'au­torizzazione all'apertura domenicale. A seguito della decisione del Diparti­mento delle finanze e dell'economia (DFE), afferma il rappresentante del­la proprietà del grande magazzino Frédéric Van der Planken , «i negozi stanno chiudendo, perché hanno perso più del 20% della loro cifra d'af­fari». La diretta conseguenza, prose­gue sferrando un duro attacco al sin­dacato, è che «molti lavoratori fini­scono sul lastrico senza alcuna prote­zione e questo grazie ad Unia». Sigla che è ritenuta colpevole di essersi battuta per la serrata domenicale del Centro Ovale, affossando le trattative per il varo di un contratto collettivo di lavoro (CCL).
«Bisognerebbe chiedere a chi ha per­so il posto di lavoro che cosa avrebbe preferito, se un impiego ben retribui­to protetto da un CCL con qualche domenica in negozio o essere lascia­to a casa con un mese di preavviso» sbotta il manager belga.

 
Lunga lista di partenze

Alla sequela di chiusure dei mesi scorsi, quando ancora l'emporio frui­
va del permesso di apertura domeni­cale, se ne aggiungono ora altre. Al termine della giornata di domani la­sceranno definitivamente il centro commerciale di via Chiesa, come pe­raltro annunciato nei mesi scorsi, le tre attività della Migros. A questi ab­bandoni si sommano quelli di altri quattro marchi, ossia Mobilezone, che spegnerà le proprie insegne do­mani, e, come confermatoci ieri, Yen­di, John Torino e + (S) Accessories. Questi ultimi tre inquilini, che un an­no fa avevano messo in comunicazio­ne le rispettive superfici, prima sepa­rate, per contenere i costi riducendo pure il personale, se ne andranno a metà giugno. Dall'inaugurazione del grande magazzino nel settembre del 2011, salgono a dodici gli spazi di vendita, sulla trentina disponibili, la­sciati dagli affittuari.
Insomma, vanno registrate altre de­fezioni con conseguenti licenzia­menti che ben illustrano, agli occhi di Van der Planken, «il massacro che avevo predetto, anche se nessuno sembrava crederci». Per la proprietà, responsabile della deriva è pure chi non ha prolungato la deroga per l'a­pertura domenicale. Provvedimento contro il quale è in attesa di evasione un ricorso del Centro Ovale al Consi­glio di Stato.
All'orizzonte, intanto, non sembrano profilarsi rapidi arrivi per riempire i
vuoti rimasti. Al momento è annun­ciata unicamente l'apertura all'inizio di maggio di uno snack bar al quarto piano. Le trattative per la locazione delle superfici disponibili al primo e al terzo piano, si limita a dire il nostro interlocutore, stanno proseguendo.
L'obiettivo dei responsabili della struttura è ora quello di modificarne i contenuti commerciali, puntando, spiega Van der Planken, su un mix di negozi con un'offerta indirizzata alle famiglie con bambini. La convinzio­ne è che in questo modo le autorità cantonali non possano non ricono­scere l'attrattiva turistica del Centro Ovale, rivedendo la decisione di re­voca del permesso di apertura nei fe­stivi. Questo, aggiunge il dirigente, considerando pure l'impatto che il veto posto dal DFE ha avuto «sull'oc­cupazione e sull'economia ticinese». Infine, viene confermata la sgradita sorpresa per chi fino a pochi giorni fa, per intere giornate, lasciava gratuita­mente il proprio veicolo nell'autori­messa sotterranea per poi recarsi al lavoro o a casa. Come anticipato dal
CdT del 19 aprile, il posteggio dotato di circa 500 stalli è tornato a paga­mento dopo le prime tre ore gratis. La mancata riscossione di tasse di sta­zionamento, conclude Van der Plan­ken, «era consentita per un periodo limitato. La licenza edilizia impone il pagamento dei posteggi».

Fonte: Corriere del Ticino

2 commenti:

  1. Due pesi , due misure e certi sindacalisti membri onorari del Fan Club dei padroni .

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    1. È non è però che dipende dallo spazio io vedo le cose con colori della pressione fiscale senza provare le tasse e l Italia non c e ma morbio è meglio! Cosa ne pensate?

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