sabato 4 maggio 2013

I Verdi a muso duro contro il futuro centro Welness di Seseglio. Dura la replica della proprietà

Elena Bacchetta dei Verdi
Nuovo attacco politico contro il pro­getto finalizzato alla realizzazione di un centro benessere a Seseglio. A sferrarlo, ieri, è stata la deputata in Gran Consi­glio dei Verdi Elena Bacchetta, che in un'interrogazione solleva presunti pro­blemi finanziari nei quali sarebbero in­cappati in Italia i promotori dell'opera, che nel 2011 hanno inaugurato una struttura balneare a Concorezzo, in pro­vincia di Monza Brianza. «Lo stesso centro acquatico non sembra navigare in buone acque. Da febbraio - si legge nell'atto parlamentare - è stato ridotto l'orario di apertura al solo fine settima­na e la stampa italiana locale ha anche parlato di mancata erogazione degli sti­pendi dei dipendenti nello scorso au­tunno». Di qui il pretesto per tracciare un parallelo col prospettato insedia­mento nella frazione di Chiasso. Bac­chetta chiede al Governo per quale mo­tivo le autorità cantonali abbiano preav­visato favorevolmente la variante di Piano regolatore necessaria per far de­collare il progetto nella cittadina di con­fine. «Visti i problemi passati, sono state chieste delle garanzie ai promotori per certificarne l'onestà e la solvibilità? Se sì, che tipo di garanzie sono?» domanda ancora la deputata ambientalista.


Innanzitutto, fa notare Gianni Delcò , amministratore unico della Blulife, so­cietà promotrice del centro wellness a Seseglio, i finanziatori non sono gli stes­si dell'Acquaworld di Concorezzo, dato che l'investimento in terra elvetica è so­stenuto dai capitali di «operatori istitu­zionali svizzeri». Di più, aggiunge Al­berto Frigerio , costruttore italosvizzero che segue entrambi i progetti, in Italia le traversie finanziarie sono «roba vecchia, di quattro anni fa, e risolte da molto tempo. Le accuse dei Verdi sono fuori luogo». Tra l'altro, a livello di contenuti le due strutture non hanno nulla in co­mune. In via Campagna a Seseglio, nella zona degli impianti sportivi, non è pre­visto un parco acquatico, bensì un cen­tro benessere ispirato a quello di Monti­cello Brianza con saune panoramiche, vasche relax, rivitalizzanti e di acqua salina, idromassaggi, bagno turco e un'area massaggi. Una Spa che, oltre a generare non più di 300 movimenti vei­colari al giorno, con un investimento di 15- 20 milioni di franchi porterebbe grandi benefici all'economia locale, vi­sto che si calcola possa creare una cifra d'affari di tre volte superiore alla propria a favore di ristoranti e centri acquisti della zona. Senza dimenticare che un via libera all'edificazione preluderebbe alla bonifica dei terreni dietro i campi da tennis indoor, inquinati e in stato di totale abbandono da anni. L'augurio della Blulife è che gli oppositori siano ora disposti a discutere serenamente, lasciando da parte i preconcetti. Il pros­simo passo atteso è l'approvazione della variante pianificatoria da parte del Legi­slativo chiassese.

 
Fonte: Corriere del Ticino

5 commenti:

  1. Ci mancava solo la crociata verde ! La situazione di degrado attuale é vergognosa. Trovare degli investitori che rischiano del loro per un progetto di questa portata non é così evidente .
    Ai verdi l'invito di andare a ..verdeggiare... altrove .

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  2. L'imprenditoria non é fatta per rossi o verdi: sono spesso statali con tutt'altro spirito.

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  3. "porterebbe grandi benefici all'economia locale" ?

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    1. Sicuramente qualche cosa porterebbe , molto meglio dello sconcio attuale dell'area .

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  4. "Sicuramente qualche cosa porterebbe"...si ma cosa? Nuovi frontalieri per i posti di lavoro? Un edificio che una volta fallita la società verrebbe riciclato in ennesimo bordello?
    Si, effettivamente porterebbe qualcosa...ma io non la voglio!

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