mercoledì 22 maggio 2013

Il falso nipote colpisce anche Chiasso

Una telefonata che può costare
 «Ciao nonna, come stai?» «Bene, chi sei? Sei Franco? Hai una voce un po’ strana». «Sì, sono io, deve esserci un pro­blema col telefono». È cominciata così la chiamata con la quale un balordo, sedi­cente nipote della donna, ha carpito, un paio di settimane fa, la fiducia di un’an­ziana di Chiasso. Esauriti i convenevoli di rito, l’uomo ha presto manifestato un immediato bisogno di denaro. Soldi, ha spiegato alla sua interlocutrice, necessa­ri per l’acquisto di una casa. Non dispo­nendo della somma richiesta, ha ag­giunto, la banca pretendeva garanzie fi­nanziarie. Di qui la domanda di aiuto. Poco dopo avere riagganciato la cornet­ta, l’ultraottantenne ha ricevuto la visita a domicilio di due uomini, il falso nipote e un suo complice. Vestiti eleganti e con modi distinti, i due si sono presentati come funzionari di una banca. Si sono fatti consegnare tutti i gioielli d’oro in possesso della loro vittima, pesandoli per simularne una valutazione.
 
Termi­nato il cerimoniale, hanno salutato e se ne sono andati con i monili della donna. L’amara sorpresa per quest’ultima è arri­vata poco dopo, quando ha chiamato il vero nipote per annunciargli il passaggio dei funzionari della banca venuti a riti­rare i preziosi fatti valere come garanzia per il finanziamento della casa. A quel punto, il parente le ha comunicato di non essere intenzionato a comprare un’abitazione, né di avere discusso di garanzie con un istituto di credito. Af­franta, l’anziana ha capito di essere stata raggirata. Oltre all’amarezza di essere ri­masta vittima di una truffa, le pesa emo­tivamente sentirsi privata di preziosi che ricoprivano un immenso valore affetti­vo, di molto superiore a quello venale. La pronta denuncia alla polizia di quan­to avvenuto finora non ha sortito gli ef­fetti sperati. Stando alle indicazioni degli inquirenti, gli uomini entrati in azione a Chiasso, ma non solo, sono giovani po­lacchi provenienti dai campi nomadi della cintura milanese.
Intanto, cresce la preoccupazione tra la popolazione anziana della cittadina, che addita un deficit di sicurezza a seguito di una serie di recenti episodi criminosi. Il riferimento va anche ai diversi casi di strappo della collana sulla pubblica via, di cui sono state vittime, tra la metà del 2012 e le scorse settimane, donne in là con gli anni.

Le raccomandazioni della Cantonale

I
l copione andato in scena nei giorni scorsi a Chiasso era già stato proposto più volte in passato in varie parti del Ti­cino. Tanto che alla fine di aprile la poli­zia cantonale ha diramato un comunica­to stampa mettendo in guardia la popo­lazione, in particolare la terza e la quarta età, sulla nuova ondata di cosiddette truffe del falso nipote. Lo sforzo di sensi­bilizzazione in essere da anni ha portato ad una maggiore consapevolezza, con conseguente aumento delle denunce tempestive e di arresti dei malviventi.
«Si precisa che le telefonate giungono principalmente su telefoni fissi e, laddo­ve è presente un display sull’apparec­chio telefonico, il numero chiamante appare come «sconosciuto». Per evitare sgradite sorprese, la polizia cantonale invita la popolazione a prestare molta attenzione e a diffidare d’improvvisate telefoniche. Non farsi mettere fretta nel prendere decisioni e valutare attenta­mente la situazione. Non bisogna farsi scrupoli – continua la nota della Canto­nale – a palesare dubbi sulla situazione con l’interlocutore e non si deve accetta­re che siano terze persone a ritirare il denaro.
È importante avvisare tempestivamente la polizia cantonale al numero telefoni­co 0848.25.55.55».

Fonte: Corriere del Ticino

Nessun commento:

Posta un commento