martedì 7 maggio 2013

Il posto pubblico e i nostri ragazzi

Indipendentemente da quello che il Municipio di Chiasso avrà deciso nel giorno in cui dovesse ipoteticamente essere pubblicata questa lettera, l'aria che si respirava venerdì 3 maggio sul treno TILO che dal Mendrisiotto porta a Lugano, era inequivocabilmente contrassegnata da un grande senso di impotenza e di indignazione. Quello che era partito come bando unico di concorso per un posto di ap­prendista giardiniere nel Comune di Chiasso, si è trasformato - senza con­corso - in un doppio posto di appren­distato, poi appunto assegnato a un frontaliere in possesso di permesso G residente a Catania. Poco o nulla vale il fatto che questi conviva con una ragaz­za della regione o che sia onestamente interessato a conseguire una formazio­ne di sicuro valore, il nocciolo della questione è un altro.

Sono sicuramente stati in molti i ragaz­
zi di 14-15 anni (ne conosco almeno due) cresciuti nella regione, e che quindi hanno frequentato le scuole in Ticino, annunciatisi per il posto in con­corso che negli scorsi giorni hanno ri­cevuto una laconica lettera dal Comu­ne di Chiasso, in cui si annunciava che «la scelta è caduta su un altro candida­to». Questi ragazzi, confrontati con la difficoltà sempre crescente di trovare qualcuno che dia loro la possibilità di intraprendere un percorso di appren­dimento utile per la vita, si sono visti letteralmente sbattuta in faccia non solo una lettera di rifiuto, ma un intero sistema.
Un sistema che stride profondamente con i valori di lealtà e giustizia che gli adulti vanno professando e berciando sulle piazze, sui giornali e nei libri (quelli più recenti sono del primo maggio, quando in mezzo a tutto Save­rio Lurati è riuscito a tirare ancora una volta in ballo l'inopportuna e trita que­stione Vasella), ma che poi, alla resa dei conti si trasforma ancora una volta in una rete di amicizie, suggerimenti e raccomandazioni. E proprio coloro
che hanno fatto del «sostegno al giova­ne» il proprio mandato politico - sono queste le espressioni di difesa sentite - trasformandolo in un ritornello inces­santemente ripetuto, hanno avuto la sbruffoneria di cercare il cavillo, laddo­ve questo non c'è.
La questione è una sola, e dovrebbero abbracciarla i politici, i sindacalisti e chi fa della solidarietà la propria cifra morale: ci sono due posti pubblici a disposizione per ragazzi desiderosi di intraprendere un apprendistato, forma educativa creata su un modello esclu­sivamente elvetico e finanziato da sol­di cantonali e federali. Ci sono delle candidature da parte di molti ragazzi della regione per un posto pubblico: i posti vanno assegnati a due ragazzi della regione.
Che poi nell'altro caso il permesso fos­se B, C, D o di rifugiato, che la residen­za fosse effettiva «perché c'era la fidan­zata» ecc. poco anzi nulla importa. Siamo di fronte a un bivio e ci troviamo costretti a scegliere. Ma di via corretta ce n'è una sola.
Lettera firmata

Fonte: Corriere del Ticino

1 commento:

  1. Concordo su tutta la linea . In serata dovrebbe arrivare la dichiarazione del Municipio. Speriamo non sia la solita : Lé tua , lé mia ,lé morta all' umbrià.

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