venerdì 17 maggio 2013

Lex Bianchi contro la prostituzione negli appartamenti: la maggioranza della commissione PR dice no

Prostiuzione in appartamento, un fenomeno che preoccupa
Leggi, giurisprudenza, ordinanze: per il Municipio di Chiasso ce n’è già a sufficienza per regolare la presenza o meno delle colleghe di ‘Bocca di rosa’ nei quartieri residenziali della città. E la maggioranza della Commissione speciale sul Piano regolatore, relatore Alessandro Zara (Plr), è dello stesso parere. Oggi, insomma, appare superfluo ancorare alla pianificazione un divieto che escluda da stabili e appartamenti privati l’esercizio della prostituzione. Gli strumenti a disposizione, si fa capire, sono sufficienti a gestire la situazione, semmai la difficoltà sta nel far rispettare le norme. Non è così per Bruna Bernasconi , consigliera di Us, convinta che proprio quell’articolo in più a Pr restituirebbe “una base legale sia a livello di controllo di Polizia, sia al momento di eventuali rilasci di un permesso per un cambiamento di destinazione”.
 
La sua, però, è rimasta una voce solitaria. Anche se nella maggioranza c’è chi, sembra, debba sciogliere ancora qualche riserva. Certo nessuno disconosce l’esistenza di un problema reale. Chiasso oggi è chiamata (che lo voglia o meno) a confrontarsi con il fenomeno della prostituzione. Che rimanga confinata dentro gli spazi di un ‘bordello’ o una ‘casa d’appuntamenti’, o finisca per essere dirimpetto a casa. Come si può allora affrontare questo nervo scoperto? Per la maggioranza dei commissari prima di modificare le norme di attuazione del Pr, è meglio aspettare la revisione generale. Quindi precedenza al potenziamento dei controlli, alla sorveglianza sulla declinazione della legge edilizia e alla sensibilizzazione dei cittadini. Per contro, Bruna Bernasconi considera la proposta Bianchi “valida in più aspetti”. In effetti, fa notare, né la legislazione cantonale (odierna o futura), né l’Ordinanza municipale “fanno cenno alla pratica del meretricio in appartamenti privati”. Come dire che una direttiva precisa “delimita innanzitutto zone in cui la pratica della prostituzione è vietata, inclusi gli appartamenti privati, con altre in cui essa può essere concessa ossequiando, beninteso, le leggi e i regolamenti in vigore”. Il risultato finale? Una tutela maggiore. A meno che, richiama, non si voglia applicare alla lettera proprio un articolo (il 3) dell’Ordinanza, che emargina le ‘signorine’ dalle zone dove è consentita ‘la costruzione di abitazioni’. Ciò bandirebbe (sulla carta) il sesso a pagamento in un attimo.

Fonte: La Regione

2 commenti:

  1. La maggioranza dei commissari vive in ville e villette nei quartieri residenziali .La convivenza con il problema non li sfiora e il popolino può sopportare . Con tutte le prostitute e trans che esercitano a Chiasso si potrebbe creare un intero quartiere a luci rosse . L'ubicazione per forza di cose dovrebbe rimanere a Chiasso , nei quartieri di Pedrinate e Seseglio disturberebbe .

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  2. Ci stiamo scaldando per niente sulla via per andare al centro sportivo di Seseglio in concomitanza dell'esposizione mondiale del 2015 a Milano potremo scorgere "La maison du plaisir" e il centro Wellness per cui ecco dove si svilupperà la "ciass by night". Salute sesso e sport le SSS invadono Chiasso.
    Bonificare un terreno per incontaminare un modus vivendi.
    Potrebbe essere una soluzione di rilancio ma poi non mettiamoci a gridare "al lupo! al lupo!"

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