sabato 1 giugno 2013

A Chiasso l'acqua costerà il 50% in più!

A Chiasso costerà i più
Con la prevista messa in esercizio dell'acquedotto regionale del Mendri­siotto (ARM), infrastruttura che colleghe­rà i sistemi di distribuzione idrica dei vari Comuni, si prospetta un netto rincaro dell'acqua potabile per gli utenti chiasse­si. È quanto reso noto nel rapporto col quale la Commissione della gestione del Legislativo della cittadina invita il Consi­glio comunale ad approvare la costituzio­ne del consorzio che gestirà il nuovo im­pianto condiviso. Il varo dell'ARM, si leg­ge nel documento datato 22 maggio, «causerà probabilmente un incremento del prezzo di circa 30-40 centesimi al me­tro cubo; a fronte di un costo di circa 70 centesimi al mc applicato ad oggi per Chiasso, tale incremento è ancora con­correnziale rispetto al prezzo medio ap­plicato in Svizzera, che attualmente si si­tua attorno a 1,60 franchi al mc». Sarà, ma resta da vedere come l'utenza accoglierà un aumento del 50% del costo dell'acqua potabile in un momento in cui l'econo­mia non sta certo brillando e in cui i rin­cari, anche delle imposte comunali, sono dietro l'angolo. Per la Gestione, «la messa in rete degli acquedotti è un passo neces­sario ed auspicabile anche per Chiasso», che dovrà però continuare a far capo pure alla sorgente della Rovagina «alla luce degli importanti investimenti effettuati alcuni anni orsono e tuttora tecnicamen­te ineccepibili».

 
Tappa finale del progetto denominato ARM sarà la captazione dal Ceresio, che dovrà rappresentare una ri­sorsa sussidiaria e alternativa «da immet­tere in rete nel caso di siccità, guasti, ma­nutenzioni o eventi particolari imprevi­sti». Secondo la commissione presieduta da Marino Mini (PLR), «la realizzazione di un sistema di approvvigionamento idrico più sicuro per tutta la regione ha quale obiettivo la creazione di una strut­tura che possa garantire delle condizioni di erogazione parificate su tutto il territo­rio, nonché avere la necessaria sicurezza delle fonti di approvvigionamento». Ov­vio che vi siano Comuni, come Morbio Inferiore e Castello, per i quali l'ARM, vi­sta la loro scarsa o intermittente disponi­bilità di acqua potabile, rappresenta uno sbocco fondamentale. Non è al momento così per Chiasso, che soddisfa ampia­mente il proprio fabbisogno. Tuttavia, una rete di collegamento fra i diversi ac­quedotti permetterà, a mente della Ge­stione, «un interscambio sicuro e imme­diato dell'acqua potabile con evidenti vantaggi per tutta la regione del Mendri­siotto». Altro obiettivo è la diversificazio­ne delle fonti, ossia sorgenti e pozzi di captazione in falda, «per mantenerle e valorizzarle». L'ARM permetterà poi ai Comuni di mettersi al riparo dai pericoli cui è ad esempio esposto il Comune di Morbio Inferiore da quando è stata sco­perta la contaminazione da benzina del pozzo Polenta. Attualmente, il compren­sorio si abbevera grazie a 27 sorgenti e 13 pozzi, una buona parte dei quali «a ri­schio inquinamento».
 
Fonte: Corriere del Ticino

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