martedì 25 giugno 2013

Ancora scontri tra PLR e PPD, Sirio Balerna nuovo Presidente del CC e presto tutti andremo a fare le terme a Seseglio

Sirio Balerna e Paolo Zurcher
Un duro attacco al PPD da parte di Antonio Vaghi (PLR) ha innescato una rissa ideologica mercoledì sera in Consi­glio comunale a Chiasso, dove i toni della discussione sono tornati quelli di legisla­ture ormai passate agli archivi. Il diverbio si è acceso attorno ad una trattanda, la nomina del vicepresidente del Legislati­vo per il 2013, che solitamente viene li­quidata senza alcun sussulto. Eppure Vaghi è riuscito ad incendiare gli animi degli avversari politici in una seduta che negli auspici di tutti i gruppi sarebbe do­vuta scorrere all’insegna della pacatezza. Tutto è nato dall’accusa al PPD di fare un’opposizione preconcetta da quando è stato estromesso dal Municipio. L’espo­nente PLR ha citato quali esempi l’asten­sione centrista sul preventivo 2013 e la presentazione di una candidatura alter­nativa a quella di Mariano Musso per il Consiglio di amministrazione (cda) dell’Autolinea Mendrisiense SA (AMSA). Dato che, a mente di Vaghi, con la desi­gnazione del vicepresidente del Consi­glio comunale «il PPD desidera un atto di fiducia», vi sarebbero gli estremi per non accontentare tale richiesta, rompendo la consuetudine della rotazione partitica delle cariche nel plenum.
 
Anche perché l’anno prossimo un membro degli odiati rivali rivendicherebbe la nomina a primo cittadino. Al termine del suo intervento, in aperta contraddizione con quanto ar­gomentato, Vaghi ha nuovamente sor­preso tutti, anticipando che in ogni caso avrebbe poi sostenuto la candidatura PPD alla vicepresidenza del consesso. Ce n’era comunque abbastanza per far sbot­tare gli azzurri. Tra i più stizziti nella re­plica è stato Giorgio Fonio, che per rispe­dire al mittente le insinuazioni di scarsa affidabilità ha ricordato a Vaghi la sua lunga militanza nel cda dell’AMSA, di cui il vessillifero PLR è stato presidente pro­prio all’epoca del discusso sorpasso di spesa per la costruzione della nuova sede aziendale, costata ben 11,57 milioni di franchi, a fronte di un preventivo di 6,5 milioni di franchi. Un esempio di sperpe­ro di denaro pubblico, secondo l’espo­nente PPD, che non permetterebbe a Va­ghi di impancarsi a moralizzatore. Fabio Bianchi ha poi sottolineato che «il PPD non fa opposizione. È l’unico partito che ha lanciato un allarme sullo stato delle finanze di Chiasso, proponendo di adat­tare il moltiplicatore. Perché non ascol­tiamo gli esperti finanziari del Comune? È gravissimo». La proposta municipale, poi cassata dal Legislativo, di «tagliare i salari dei dipendenti quando si esce con un moltiplicatore invariato e con conti in nero è politicamente insostenibile». Ora, ha aggiunto Bianchi riferendosi alla mag­gioranza liberale, «non si reagisce con gli argomenti, ma negando le cariche a chi la pensa diversamente. Questo è preoc­cupante, succedeva 60 anni fa». Contro le sparate di Vaghi e in sintonia col PPD si è messa la socialista Bruna Bernasconi, per la quale «l’opposizione è un esercizio politico del tutto normale e accettabile, da farsi se le scelte altrui non corrispon­dono al proprio modo di vedere la politi­ca. Chiedo al gruppo PLR se condivide quanto detto da Vaghi». Il presidente dello schieramento di maggioranza rela­tiva Musso ha risposto che l’avrebbe sa­puto al momento della votazione. Poco dopo, Claudio Alfieri (PPD) è stato eletto vicepresidente del Consiglio comunale con il voto di tutti i 37 colleghi presenti. Primo cittadino è stato nominato Sirio Balerna (UDC), che nel suo discorso ha auspicato una ripresa del progetto aggre­gativo, eventualmente anche con un solo partner. Ha lasciato la presidenza con rammarico Paolo Zürcher (PLR), dispia­ciuto per i litigi dell’ultimo anno sfociati in ricorsi e referendum. «Con un po’ più di buonsenso – ha detto – avremmo otte­nuto risultati migliori. Le buone soluzio­ni non hanno colore».
Tornata una relativa calma in sala, il Le­gislativo si è confrontato sulla variante di Piano regolatore necessaria per inserire in zona speciale sportiva e turistica alcu­ni fondi dietro i campi da tennis indoor a Seseglio, dove da qualche anno la Blulife SA intende realizzare un centro benesse­re di alto standing. Contraria alla modifi­ca prospettata si è detta Bernasconi, che ha messo in dubbio la solidità del piano imprenditoriale, rilevando che se con­cretizzato andrebbe a beneficio quasi
esclusivo di lavoratori frontalieri. Secon­do Elisabetta Bacchetta Correa (I Verdi), il ventilato insediamento «cambierà il paesaggio». Non la pensa così Gianan­drea Mazzoleni (Lega), poiché «questa minima variante permetterà l’avvio di attività sportive con sfaccettature turisti­co- ricreative». Alle ripetute critiche di Bernasconi, il vicesindaco Stefano Cam­ponovo (PLR) ha replicato sostenendo che si stesse facendo confusione, dato che l’argomento in discussione era di esclusiva natura pianificatoria. Nessun progetto concreto è ora in esame, ha ag­giunto, asserendo che lo scopo della va­riante «è di permettere di realizzare qual­cosa di interessante per la regione», che potrebbe essere un centro di golf indoor, piste da bowling o altro, dove oggi c’è un terreno inquinato ricoperto di sterpaglie. Peraltro, l’aumento del traffico nei nuclei di Pedrinate e Seseglio sarebbe minimo. Il messaggio municipale è passato con 24 sì, 13 no e un’astensione. Assai probabile è la presentazione di una domanda di referendum. Ha invece ottenuto avallo unanime la proposta di alienare due fon­di di via Comacini tramite concorso pub­blico con prezzo minimo fissato a poco meno di 9 milioni di franchi. Sui terreni ha già messo gli occhi la Artisa SA, inten­zionata a costruirvi un complesso resi­denziale con vari servizi su misura per persone dai 55 anni in su. Con 35 voti fa­vorevoli e due astenuti è infine stata ap­provata la costituzione del Consorzio Acquedotto regionale del Mendrisiotto.

Fonte: Corriere del Ticino

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