venerdì 28 giugno 2013

Lanciato il referendum sul nuovo centro wellness. Patrizia Pintus municipale socialista tuona "non mi spenderò nella difesa di questa iniziativa"

Il luogo dove dovrebbe sorgere il nuovo centro
La nuova variante che la maggioranza del legislativo di Chiasso ha disegnato sulle mappe non è che un pretesto. Il neo Comitato referendario che sta agitando le acque della politica cittadina ne è convinto. Il vero motivo dell’operazione pianificatoria, si richiama, è un altro: «Far rientrare dalla finestra il progetto di un centro benessere». Solo l’area designata, 6’800 metri quadri in via Campagna a Seseglio, è rimasta fedele a se stessa. Di ragioni per fare muro a questa nuova iniziativa immobiliare i Verdi (in testa), e con loro consiglieri comunali del Ppd e di Us e alcuni cittadini, ne hanno d’avanzo. Adesso ciò che conta per loro è riuscire a raccogliere le firme necessarie (circa 700) entro il 5 agosto. Solo così si potrà chiamare alle urne la popolazione.

Ancora una volta, dunque, sul piatto a Chiasso c’è la politica comunale. Ancora una volta i chiassesi sono chiamati a decidere come usare il territorio comunale e declinare la qualità di vita della città. Ignorarlo, fanno capire i referendisti, significa piegarsi al rischio di una speculazione. E fare strada a “un tempio nel deserto e a nuovo traffico parassitario”. Del resto, rende attenti Denise Maranesi (Us), «l’offerta di piscine, centri acquatici e wellness è più che sufficiente sul territorio della regione e del cantone. Occorre dire basta – esorta ancora – ai doppioni. Già altre attività commerciali faticano a funzionare». E il riferimento, non casuale, è al Centro Ovale. A ciò, rincara la consigliera, si potrebbero sommare lavoro precario e frontalierato. «Ne abbiamo bisogno? Il gioco non vale la candela, non per qualche imposta alla fonte». Sul possibile polo del relax aleggiano, infatti, le vicissitudini in cui sono incappati i promotori (qui della Blulife) oltreconfine. Gli stessi che hanno messo gli occhi sul terreno di Seseglio – peraltro iscritto nel ‘Catasto cantonale dei siti inquinati o potenzialmente tali’ e quindi da risanare –, hanno aperto un centro benessere e un parco acquatico al di là del valico a Monticello e a Concorezzo, dove i problemi non sono mancati, ricorda Alberto Benzoni dei Verdi. «Ed è strano che, da subito, il Municipio chiassese non si sia posto delle domande in merito».

Di fatto, gli fa eco Maurizio Bianchi , già fra i quattro ricorrenti contro la licenza edilizia staccata in un primo tempo dal Comune, «calata la bocciatura dal Cantone, la risposta è stata una variante di Pr à la carte che spiana la strada a un insediamento di 12 metri e mezzo d’altezza, un traffico di 225mila veicoli e un’utenza di 200mila visitatori l’anno, al 90 per cento da oltrefrontiera. Per questo ci giochiamo la parte più bella del Comune». Ovvero quella zona al confine con i boschi del Penz che rappresenta, tiene a ribadire Elena Bacchetta Correa , consigliera dei Verdi, «il nostro polmone verde. Stiamo svendendo una qualità di vita importante in cambio di nulla». Ed è questo che fa più male al Comitato referendario. «Allora meglio lasciare il prato così com’è, intimare al proprietario di tenerlo pulito e farne una luogo di svago», arriva a dire Claudio Alfieri del Ppd. La sua lista dei timori, del resto, è fitta; e in cima c’è l’impatto ambientale di un’opera da 26 milioni «la cui economicità non è data». Per i referendisti non si scappa: variante e wellness sono pari. Eppure il vicesindaco Stefano Camponovo (cfr. ‘laRegione’ del 10 giugno) distingue e parla di dare un’occasione turistica a quella zona. La replica è un coro: «Basta leggere il messaggio per trovare chiari riferimenti. Ma ciascuno difende il suo...».

‘Il doppio referendum? È effetto del responso elettorale del 2012’

Un referendum riuscito. Con l’indice puntato sulla vendita del terreno di via Cattaneo all’Age Sa. Un secondo appena lanciato: sotto i riflettori la variante di Piano regolatore ritagliata sulla superficie a ridosso del centro sportivo a Seseglio. Il messaggio (neanche troppo subliminale) è ormai forte e chiaro. Anche questa nuova raccolta di firme ha il sapore dell’azione di protesta contro il Municipio. O meglio contro la maggioranza assoluta Plr e l’asse con la Lega. L’opposizione, che intreccia la Sinistra al Ppd e ai Verdi, non è più solo una manifestazione estemporanea bensì l’espressione di un malessere politico. Obiettivo dichiarato: aprire, una volta di più, un dibattito con la cittadinanza. Due referendum nello spazio di alcune settimane: cosa non va nella politica di Palazzo? «Ciò che sta succedendo – commenta Patrizia Pintus , municipale dell’Unità socialista, che su questo tema si è trovata, in questi anni, su entrambi i fronti – è il risultato di quanto è successo nelle ultime elezioni comunali. Il Plr, ottenuta la maggioranza assoluta in Municipio, ha fatto un autogol e ora si ritrova il Ppd col dente avvelenato e la Sinistra già schierata e decisa ad avversare il progetto di un centro benessere a Seseglio». Quella stessa Sinistra che ha sostenuto (anche finanziariamente) il ricorso dei confinanti sulla licenza edilizia staccata dal Comune. «Di fatto sono entrata nell’esecutivo a giochi fatti. Di certo, comunque, non mi spenderò nella difesa di questa iniziativa, se si concretizzerà. Non metto in discussione il contenuto della proposta in quanto tale, le perplessità nascono semmai attorno all’affidabilità dei promotori e alla futura politica del personale». L’impressione, in effetti, è che questa variante aderisca come un guanto alla Spa immaginata sull’appezzamento di via Campagna. Tanto che pare sia già stata depositata una garanzia dal notaio. È pur vero che quei 6’800 metri quadri sembrano attrarre non poco gli investitori, nonostante l’obbligo della bonifica ambientale(«che aveva già dato adito a dei problemi nel ’94, quando ero parte della compagine municipale»). Nel recente passato sembra si fosse già adocchiata l’area per realizzare un ritrovo con camere. Con quale destinazione, appare sottinteso.

Fonte: La Regione

1 commento:

  1. Mamma mia,
    Mendrisio si definisce "borgo" ma Chiasso non smette mai con le megalomanie anche se e' solo un "paesotto".
    Megaprogetti, mega-lavori, (ho detto troppi Mega ?) comunque se circolate per le strade di Chiasso avrete molti sobbalzi, no per le sorprese ma dati dal fermento pianificatorio in atto.
    Devo dare atto che questo e' conseguenza della passata amministrazione intenta principalmente a "valorizzare" alcune aree "protette" e a trascurare i quartieri piu' "burini" (passatemi il termine romanesco).
    Da questo la mia esortazione alla mia genitrice, fai che le vie cittadine siano piu' umanamente percorribili poi penseremo alle "are"dove celebrare il culto del successo inestinguibile.

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