giovedì 5 dicembre 2013

Bruno e gli ortaggi "frontalieri". Esprimi la tua opionione!

La "guerra" degli ortaggi
È "guerra" degli ortaggi a Chiasso. La vicenda, raccontata oggi dal Corriere del Ticino, è un classico esempio di disputa commerciale tra chi viene a vendere dall'Italia e i negozi ticinesi. Al centro della storia c'è Bruno e la sua bancarella di frutta e verdura che ogni lunedì attrae numerosi chiassesi in piazza Indipendenza. Ma se i clienti sembrano più che soddisfatti di fare affari con Bruno, uguale sentimento non lo provano certo i commercianti della City. "I suoi prezzi mettono a dura prova i nostri esercizi – spiega al CdT l’addetta di un negozio di alimentari del centro –. Dovendo rivolgerci a dei fornitori per l’acquisto di frutta e verdura non possiamo permetterci di vendere la merce a prezzi così bassi: per noi sarebbe una perdita assicurata. La sua presenza ci danneggia".

Bruno, va sottolineato, ha un regolare permesso di venditore ambulante, concessogli dalle autorità cantonali e valido fino alla fine dell’anno per la vendita di ortaggi bio provenienti dall’Italia. Il fruttivendolo beneficia pure di un’autorizzazione del Comune di Chiasso per usufruire degli spazi pubblici. "I commercianti - racconta lui - vengono a vedere la mia bancarella per sapere che prezzi applico e in effetti per loro non è facile eguagliarli – dice. Acquisto la merce direttamente in produzione e questo mi consente di essere concorrenziale sebbene i prezzi siano più alti rispetto a quelli che propongo in Italia a causa dei dazi doganali che devo pagare per importare la merce.
Una petizione per salvarlo

Un centinaio di firme per non la­sciare piazza Indipendenza. Bruno Pelaia, che ogni lunedì varca il confi­ne per vendere ortaggi bio nel cuore della cittadina, non se ne andrà sen­za lottare. Ieri, oltre ad acquistare frutta e verdura, i suoi clienti hanno potuto firmare una petizione, che il fruttivendolo presenterà al Munici­pio di Chiasso, a sostegno della do­manda di rinnovo del permesso, che scadrà alla fine dell’anno e che gli consente di usufruire degli spazi in piazza Indipendenza il lunedì. «Per ora ho raccolto circa un centinaio di adesioni, ma mancavano molti clienti oggi (ndr, ieri per chi legge). Penso di poter arrivare anche a 150» commenta Bruno. Aveva annunciato l’avvio della petizione settimana scorsa (cfr. CdT del 26 novembre) e ha mantenuto la parola. «I commer­cianti non mi vogliono, ma l’auspicio - spiega Bruno - è di poter continua­re a vendere i miei prodotti il lunedì. Ogni settimana verso dai 2 ai 3 mila franchi di dazi doganali per importa­re in Svizzera i miei ortaggi e portarli a Chiasso. Queste spese mi costrin­gono pure ad aumentare i prezzi di alcuni prodotti. Dall’anno prossimo ho l’intenzione di avviare un’attività in Ticino. Le pratiche sono ormai quasi pronte e questo mi eviterà pure buona parte delle spese dovute ai dazi doganali». Bruno insomma non rinuncerà tanto facilmente alla sua postazione in piazza Indipendenza e dalla sua parte sembrano schierati anche un centinaio di cittadini. Pur sperando di poter continuare la sua attività in piazza il lunedì, l’alternati­va per Bruno potrebbe essere quella di partecipare al mercato del venerdì in corso San Gottardo.

Fonti: www.liberatv.ch e Corriere del Ticino

1 commento:

  1. Ci manca solo che ora si dia corda ai negozianti italiani per venire a fare il mercato da noi ! Poi piangiamo quando chiudono i negozi di qurtiere ecc... I nostri concittadini se propirio vogliono la verdura a prezzi stracciati devono solo attraversare la dogana e la trovano nei negozi a Ponte Chiasso .

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