venerdì 6 dicembre 2013

Macondo si apre ai chiassesi

Pronto al via
Atelier creativi, di meccanica e di cucina, attività legate ai prodotti della terra in colla­borazione con l’Istituto agrario di Mezzana e la gestione di una bancarella il venerdì matti­na al mercato di Chiasso. Queste sono alcune delle mansioni affidate ai 12 ragazzi in assi­stenza seguiti dal progetto Macondo, la strut­tura di recupero per giovani in difficoltà operativa nella cittadina dall’inizio dell’anno. Tra le numerose persone che ieri hanno visi­tato la sede del centro in occasione delle porte aperte, vi era anche il consigliere di Stato Paolo Beltraminelli. Nato da un’inizia­tiva della Fondazione il Gabbiano, attiva da 20 anni nell’ambito della prevenzione e del recupero di persone in difficoltà, il progetto Macondo ha lo scopo, come spiegato dal di­rettore del progetto Edo Carrasco, di aiutare i giovani tra i 18 e i 25 anni che si trovano in un momento di disagio, a trovare un inseri­mento professionale. «Se da un lato la Fon­dazione si è sempre occupata di persone con problemi di tossico dipendenza – ha ricorda­to il suo presidente Gianni Moresi – ora ha deciso di concentrare la propria attenzione anche sui giovani, dapprima con il progetto Midada a Locarno e ora con Macondo a Chiasso». 


Alcuni di loro non hanno saputo sfruttare al meglio il loro valore, altri non hanno colto le opportunità che si sono pre­sentate, altri ancora non hanno avuto l’occa­sione di mettere in pratica il loro potenziale. Per una ragione o per l’altra, chi si affida a Macondo si trova a dover costruire il proprio futuro e l’obiettivo del centro è indirizzare sulla giusta strada. Per farlo, i ragazzi vengo­no seguiti per circa 12 mesi attraveso diverse fasi. Partendo da un periodo di presa di con­tatto con il centro, i giovani partecipano alle attività di Macondo: due volte a settimana i ragazzi si recano all’Istituto agrario di Mezza­na, dove coltivano ortaggi e si avvicinano ai lavori legati alla terra. I prodotti sono poi venduti il venerdì al mercato di Chiasso e dalla primavera 2014 i giovani aiuteranno nella gestione di un negozio a Mezzana. Du­rante il resto della settimana, vengono poi organizzati diversi atelier in cui svolgere sva­riati lavori: nell’ambito dell’atelier di mecca­nica, per esempio, si rimettono a nuovo bici­clette o si sistemano i tricicli degli asili di Chiasso. «Le attività – ha detto Yvan Genti­zon, coordinatore di Macondo – servono a strutturare la settimana. I giovani imparano così la regolarità che ritroveranno poi nel mondo del lavoro». La seconda fase prevede poi la figura di un collocatore che aiuta i ra­gazzi nella ricerca di uno stage o di un ap­prendistato. Sono una ventina le aziende del Mendrisiotto e del Luganese che collaborano con Macondo e sono a disposizione per pro­curare stage ai giovani. Una volta reinseriti nel mondo del lavoro vi è ancora una fase di coaching a disposizione. «Quello effettuato con i ragazzi – ha concluso Moresi – è un in­vestimento: uno studio della SUPSI ha messo in luce i vantaggi del reinserimento anche a livello economico. Ogni persona che riesce a trovare un posto di lavoro, porta a risparmia­re circa 1,5 milioni di franchi».

Fonte: Corriere del Ticino

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