domenica 27 aprile 2014

"Anche io voterò NO al Trenhotel" Moreno Colombo Sindaco di Chiasso parla dopo la decisione del TRAM di inviare lo stesso il materiale di voto

A queste condizioni non ci sta più neanche lui
«Anche il mio voto sarà no, se il 18 maggio saremo chiamati a votare il progetto TrenHotel». Queste la parole del sindaco di Chiasso Moreno Colombo, dopo l’ordine del Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) al Municipio «di trasmettere nel rispetto dei termini di legge a tutti gli aventi diritto, il materiale di voto per pronunciarsi sulla votazione comunale del 18 maggio 2014 concernente il referendum sul TrenHotel, e lo invita a trasmettere l’incarto completo». Questo indipendentemente dalla decisione finale, attesa per settimana prossima, sul ricorso inoltrato dai referendisti contro la risoluzione del Municipio della cittadina di rinviare la votazione sul progetto, inizialmente prevista per il 18 maggio. I cittadini, che ieri hanno trovato in bucalettere il materiale per le votazioni federali e cantonali corredato dall’avviso del rinvio della votazione comunale, riceveranno così nei prossimi giorni le posizioni dell’ente pubblico e degli oppositori risalenti però a prima che venisse annunciato il referendum a livello cantonale sul credito a sostegno dei progetti in vista di Expo 2015. «Lanciando il referendum – specifica Colombo – la Lega dei Ticinesi non era contraria ai progetti proposti sul territorio cantonale, tra cui il TrenHotel. La votazione popolare è voluta perché i cittadini si esprimano sulla parte di credito destinata alla Confederazione per la partecipazione all’esposizione universale di Milano».

Ma se la chiamata alle urne dovesse essere convocata per il 18 maggio, cosa consiglierà il Municipio di Chiasso ai suoi cittadini? «Quello che uscirà è l’opuscolo per il sì al TrenHotel, ossia quello contenente la decisione del Consiglio comunale, che non corrisponde più alla realtà. La situazione attuale non è più quella presentata dal messaggio municipale e indica un credito massimo a carico della cittadina di 300.000 franchi – spiega il sindaco –. La somma in discussione ora supera quella precedentemente indicata dell’83%. Senza i 250.000 franchi del Cantone il progetto potrebbe costarne fino a 550.000 per Chiasso. Se non si vorrà aspettare qualche settimana per indire una nuova votazione e a queste condizioni, non sono disposto a chiedere questa cifra ai cittadini e, anch’io personalmente, voterò no al progetto».

Aspettando il TRAM

Alla documentazione, che non rispecchia ormai più la situazione reale e che non tiene in considerazione la possibilità che il sussidio del Cantone non arrivi nelle casse comunali, sarà pure allegato un documento rivolto ai cittadini per chiedere loro di non affrettarsi votando per corrispondenza. Il rischio difatti, avendo il materiale a disposizione, è che gli aventi diritto di voto inoltrino il materiale prima che il Tribunale amministrativo cantonale si esprima sul ricorso presentato dai referendisti contro la decisione di posticipare la votazione. Se dovesse accadere e se il TRAM dovesse respingere il ricorso presentato dai referendisti, i cittadini si ritroverebbero ad aver espresso un voto su un argomento sul quale non erano ancora chiamati ad esprimersi.

Fonte: Corriere del Ticino

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