mercoledì 9 aprile 2014

Estradato il pluriomicida che alloggiava a Chiasso

L’Ufficio federale di giustizia ha deciso nelle scorse ore di concedere l’estradizione in Italia di Dino Grusovin, 58.enne triestino condannato a 20 anni di carcere per la partecipazione al massacro di una famiglia a Brescia. Contro il dispositivo appena notificato, l’uomo ha facoltà di ricorrere al Tribunale penale federale (TPF). Corte, quest’ultima, che in gennaio ne aveva respinto l’appello interposto contro l’ordine di arresto eseguito proprio in vista dell’estradizione richiesta dall’Italia.

A far scalpore nella vicenda è stato il soggiorno di Grusovin all’hotel Bahnhof di Chiasso, dove il presunto criminale ha alloggiato quattro anni sino alla cattura avvenuta nel dicembre scorso. Nell’albergo situato curiosamente proprio di fronte al posto della polizia cantonale e a non più di una trentina di metri dal valico stradale presidiato da guardie di confine e forze dell’ordine del Belpaese, il ricercato ha vissuto, si legge nella sentenza del TPF, «senza disporre di un regolare permesso di soggiorno». Grusovin è accusato «di avere, con la complicità di altri due individui già sentenziati, causato a Brescia, in data 28 agosto 2006, la morte di tre persone al domicilio delle stesse. Le vittime, alle quali sarebbe stata tagliata la gola, sarebbero state altresì colpite da più spari di pistola, illegalmente detenuta dall’interessato. L’implicazione dell’accusato sarebbe confermata». Il faccendiere italiano non può essere scarcerato, infatti «non svolge alcuna attività professionale stabile e la sua famiglia risiede in Italia. Tale situazione, soprattutto alla luce della giurisprudenza, mediante la quale il Tribunale federale ha negato la scarcerazione a persone residenti e attive professionalmente in Svizzera da molti anni, è indice di un alto rischio di fuga».

Fonte: Corriere del Ticino

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