mercoledì 23 aprile 2014

Il deragliamento del Trenhotel, la macchinista scarica le colpe! Il commendo del Cdt

Fretta e approssimazione, la ricetta del Trenhotel
Fretta e approssimazione sono state, sin dall’inizio, le compagne di viaggio del progetto TrenHotel. Se le è portate a bordo la macchinista del convoglio, la municipale leghista Roberta Pantani Tettamanti, che dopo 5 anni di lavoro non è riuscita a partorire una proposta credibile, soprattutto dal profilo finanziario. Sul binario morto di un’iniziativa abborracciata si è schierato con l’ideatrice del progetto, senza mai sollevare la minima obiezione, il PLR. Assieme alla destra, il movimento di maggioranza a Chiasso ha sostenuto un messaggio municipale presentato in zona Cesarini, quando il via libera del Legislativo non poteva più essere rimandato, pena il mancato avvio dell’operazione. Con lo stesso affanno, ora, i due partiti che reggono le sorti politiche della cittadina vogliono rinviare, cercando una sponda negli Enti locali, l’appuntamento con il voto che loro stessi hanno indetto per il 18 maggio, ultimo termine utile per far partire il treno.

Per procrastinare, o meglio, cancellare il referendum comunale usano un pretesto, quello della possibile votazione popolare sul contributo di 250 mila franchi del Cantone all’albergo provvisorio su rotaie. Una scusa inconsistente, perché anche il 24 febbraio, quando il Legislativo chiassese fu chiamato ad approvare l’intervento, non esisteva la minima certezza sulla partecipazione cantonale. Rispetto ad allora le premesse non sono cambiate, il sussidio di Bellinzona non era sicuro e incerto è rimasto. A chi ha approvato il messaggio sul TrenHotel è stato fatto notare che il contributo di diversi sostenitori, veri o supposti, non era scontato, ma i fautori del progetto hanno tirato dritto. Se ne sono assunti la responsabilità, così come ora dovrebbero assumersi quella di sottoporre il proprio operato al giudizio popolare voluto da mille cittadini che hanno sottoscritto la domanda di referendum. Chi pretende il rinvio del voto fissato per il 18 maggio lo fa solo per nascondere le proprie leggerezze ed evitare una nuova batosta, la terza in otto mesi, alle urne. Fa sorridere adesso, andando a ritroso, la sicumera con la quale Pantani Tettamanti lo scorso autunno rispondeva a questo giornale, che per primo sollevò interrogativi sulla copertura finanziaria del TrenHotel. Il progetto, ribatteva, ha trovato diversi partner e sostenitori, non c’era il minimo rischio che non andasse in porto per la mancanza di finanziamenti. Anzi, annunciavano spavaldi lei e il suo gruppo in Consiglio comunale, molto probabilmente il successo delle cuccette, dato per sicuro o quasi, avrebbe portato un utile al Comune di Chiasso. Risvolti comici assume anche il dietrofront fatto dal sindaco Moreno Colombo, il quale in ottobre disse al CdT che non sarebbe mai uscito un messaggio municipale senza garanzie scritte sui vari contributi finanziari all’iniziativa studiata per l’Expo 2015. Incalzato dalla collega leghista, corresse subito il tiro, diffondendo una nota nella quale sottolineava che il Municipio credeva fermamente nel progetto, in grado di «dare un nuovo slancio a Chiasso». Il messaggio alla fine è uscito ed è stato avallato dalla maggioranza del Legislativo, ma certezze non esistevano né sul contributo del Cantone né sui 300 mila franchi che avrebbe dovuto stanziare la Fondazione Promo. Qualcuno, oltre a giocare con le parole, ha fatto partire un convoglio senza locomotiva. Cercare di addossare ad altri la colpa è forse l’ultima mossa disperata di chi ha causato un inevitabile deragliamento.

Fonte: Corriere del Ticino

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