venerdì 25 aprile 2014

Il TRAM ordina l'invio del materiale di voto sul Trenhotel. Dopo il dietrofront dei municipali sul progetto sosterranno il SI, il NO o il NON LO SO?

Cosa dirà il TRAM al Municipio?
Che pasticciaccio. La vicenda TrenHotel, anche ora che il progetto è stato abbandonato, non smette di regalare nuovi colpi di scena. 
Come noto, il Municipio di Chiasso ha deciso di rinviare a data da definire la votazione inizialmente fissata per il prossimo 18 maggio, alla luce del lancio del referendum cantonale contro il credito per Expo 2015. 
I referendisti, capitanati dal consigliere comunale Giorgio Fonio, hanno però presentato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo contro la decisione municipale, chiedendo che la volontà dei quasi 1'000 firmatari del referendum, ossia quella di votare, sia messa in atto.

Il Tram dovrebbe esprimersi sul ricorso entro una settimana circa. Intanto però, con lettera recapitata oggi, i giudici hanno ordinato a titolo superprovvisionale al Municipio di Chiasso di trasmettere nel rispetto dei termini di legge a tutti gli aventi diritto di voto, il materiale di voto per pronunciarsi sulla votazione comunale del 18 maggio 2014 concernente il referendum sul TrenHotel.

Ciò non significa che si voterà, la decisione deve ancora essere presa. Ma nel frattempo il Municipio di Chiasso è obbligato a inviare a tutti i cittadini le schede per votare. Che pasticciaccio.

Come si schiererà il Municipio sull'opuscolo informativo?

Domenica, sulle colonne de Il Mattino della Domenica, la municipale e responsabile del progetto Trenhotel scriveva che "nel progetto chiassese il contributo del Cantone previsto di frs. 250'000.—era fondamentale per la riuscita del progetto. Fino a quando questo non sarebbe stato confermato, non sarebbe stato corretto rischiare ulteriori frs. 250'000.— oltre ai frs. 300'000.—previsti nel Messaggio Municipale e portare in votazione davanti ai cittadini una proposta che non poteva essere finanziabile alle condizioni previste. Tenuto conto anche dei tempi di raccolta firme a livello cantonale e di una eventuale votazione popolare, il progetto non è più realizzabile per mancanza oggettiva di tempo". Sulla stessa lunghezza d'onda i liberali chiassesi, che in un comunicato fotocopia scrivevano  che «nel caso di conferma del referendum (ndr. della lega a livello cantonale), il contributo del Cantone risulterebbe più che mai incerto con un inevitabile rischio di ulteriore aggravio economico a carico del Comune, che il PLR non è disposto a far sopportare ai cittadini. In tale evenienza il PLR chiede allora che il Consiglio comunale venga nuovamente chiamato ad esprimersi in merito al prosieguo o meno del progetto».

Sarà dunque interessante ora vedere cosa succederà e soprattutto come si schiererà il Municipio (maggioranza assoluta PLR) nella campagna referendaria in attesa del voto del 18 maggio, sempre che il TRAM a sorpresa non si pronunci a favore dello spostamento della chiamata alle urne. Da non dimenticare inoltre l'indicazione di voto che Roberta Pantani ha dato al Quotidiano agli elettori leghisti: "se si voterà votate scheda bianca", disse subito dopo il lancio del referendum cantonale. 

L'unico che potrebbe andare avanti a sostegno del progetto in maniera coerente sembra essere il municipale PLR Bruno Arrigoni, che contrariamente ai suoi colleghi non ha mai cambiato posizione in merito all'importanza del Trenhotel per Chiasso.

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