mercoledì 30 aprile 2014

Iraq al voto: "Non vola una mosca, come a Chiasso di domenica". Cosa ne pensate del paragone?

Chiasso città deserta?
Gli iracheni da alcune ore sono in fila per votare in quelle che sono le prime elezioni parlamentari dalla partenza degli americani. Una consultazione dall’esito incerto e minacciata da una condizione di sicurezza ancora più incerta. Originario del Mendrisiotto, Pablo Percelsi è vice capo delegazione del Comitato internazionale della Croce Rossa (Icrc) in Iraq. Ci racconta quanto fosse “surreale” l’atmosfera che regnava ieri a Baghdad e cosa spera per l’immediato futuro del Paese mediorientale.

Alla vigilia delle elezioni di oggi che atmosfera si respirava a Baghdad fino a ieri?

"Sabato scorso il Governo ha dichiarato che l’intera settimana sarebbe stata di vacanza, quindi nessuno si è mosso a Baghdad, che è risultata silenziosa in maniera irreale. Proprio in questo momento (ieri) sto guardando fuori dal balcone e c’è una calma piatta, sembra di vedere Chiasso di domenica pomeriggio quando non si sente volare una mosca. Baghdad è una città normalmente caotica in cui si sentono traffico, clacson, spari ed esplosioni. Ora non si sente nulla, se non ogni tanto gli uccellini. Nella giornata ci sono stati comunque alcuni attacchi a delle stazioni di voto, in cui le forze di sicurezza votavano già oggi (ieri, ndr)".

Qual è la situazione fuori dalla capitale?

"La situazione rimane particolarmente critica nell’Ovest del Paese. La zona di Falluja e Ramadi, il cosiddetto “triangolo sunnita”, vive ancora una situazione di conflitto intenso in cui le forze di sicurezza si battono contro le forze di opposizione armata ormai da sei mesi".

Lei cosa farà durante questa giornata elettorale? La Croce rossa sarà impegnata in qualche attività?

"Passerò la giornata in casa come succede già da domenica scorsa ormai. La città è paralizzata quindi da inizio settimana abbiamo ridotto i movimenti al minimo indispensabile e le nostre attività sono purtroppo rimaste quasi a zero. Restiamo di picchetto nel caso ci fosse bisogno di trasportare qualche ferito, cosa che ci auguriamo di non dover fare, o portare aiuto agli ospedali che ne avessero bisogno. Aspettiamo settimana prossima per riprendere le attività normalmente".

La campagna elettorale ha aggravato ulteriormente la tensione?

"I luoghi in cui la campagna è stata fatta, come i meeting elettorali, sono stati bersaglio di attacchi mirati, quindi senza dubbio le elezioni hanno contribuito a un aumento della violenza. Comunque c’è stata una libertà abbastanza ampia nel condurre la campagna e i toni non sono stati particolarmente aspri. Bisogna dire, del resto, che la maggior parte degli iracheni ha un po’ perso la speranza di una soluzione politica della crisi".

Come operatore nel Paese cosa auspica come esito di queste elezioni?

"Al di là dei commenti politici, che non spettano né a me né alla nostra organizzazione, quello che auspichiamo sempre è che le forze politiche possano trovare una soluzione per la situazione attuale in maniera rapida ed efficace. In concreto, permettere la fine dei combattimenti intensi che sono in corso a Falluja e Ramadi e dare modo quindi ai più di 400mila sfollati interni di tornare alle proprie case al più presto possibile".

Fonte: www.tio.ch

1 commento:

  1. Buongiorno a tutti, volevo specificare che con il paragone domenicale non volevo mica offendere nessuno, per carità... E' solo che la sensazione di déjà-vu é proprio fortissima. Migliori saluti a tutti! Pablo

    RispondiElimina