mercoledì 23 aprile 2014

Rinviato il voto sul Trenhotel!

Moreno Colombo Sindaco di Chiasso
«A seguito delle mutate circostanze e meglio dell’imminente lancio del referendum a livello cantonale, che mette in forse la partecipazione e il sostegno del Cantone al progetto del TrenHotel, il Municipio di Chiasso comunica di aver risolto di rinviare la data della votazione comunale prevista per il 18 maggio a data da stabilirsi». Con questa nota divulgata ieri in serata l’Esecutivo della cittadina di confine ha informato dell’intenzione di rinviare la votazione popolare prevista tra meno di un mese. Una decisione che da una parte lascia qualche spiraglio all’albergo, ma dall’altra rende i suoi tempi di realizzazione ancora più stretti, quasi impossibili. Quando i cittadini di Chiasso potranno esprimere la loro opinione su un progetto ormai restato privo dei suoi promotori, non è dato sapersi.

Perdita di consensi

Ad aver innescato una sorta di reazione a catena è stato l’annuncio del possibile lancio di un referendum da parte della Lega contro la partecipazione di 3,5 milioni di franchi del Cantone ai progetti regionali, tra cui anche il TrenHotel. Una decisione che ha visto traballare le basi sui cui poggiava il progetto di Chiasso, e che ha convinto a rinunciare all’albergo su rotaia dapprima la Lega della cittadina e poi il PLR, proprio i partiti che hanno sostenuto sin dal principio il TrenHotel. «Abbiamo chiesto ai cittadini di Chiasso un contributo di 300.000 franchi e come risposta sono stare raccolte quasi 1.000 firme. Ora con l’aria che tira e con il sostegno cantonale di 250.000 franchi che viene a mancare non possiamo rischiare di chiedere altri soldi ai chiassesi – commenta il sindaco Moreno Colombo –. Abbiamo una spada di Damocle sulle nostre teste, per questo abbiamo deciso di rinviare». Troppe le variabili non chiare per permettere la votazione in programma il 18 maggio. L’Esecutivo sembra in particolare intenzionato ad aspettare l’esito del referendum cantonale. «Si tratta anche di una decisione pratica, per chi lavora e deve preparare il materiale di voto ad esempio. Ci sono molte variabili che entrano in gioco, non è un discorso semplice» aggiunge Colombo.

Una zona legislativa grigia

Quella del Municipio di Chiasso non è una scelta obbligata. «L’Esecutivo aveva diverse opzioni – conferma Elio Genazzi , a capo della Sezione enti locali –. Una di queste era andare normalmente al voto, malgrado la grande incognita del referendum cantonale. Quello con cui si stanno confrontando a Chiasso è però un percorso a ostacoli, la decisione presa è probabilmente la più adeguata considerando tutti i fattori in gioco. Da una parte c’è una certa volontà di rinunciare, dall’altra ci sono i due referendum, quello comunale e quello cantonale». Una certa libertà di manovra è concessa anche dalle leggi in vigore, la Legge organica comunale (LOC) non affronta infatti la questione in modo esplicito: «La legge non è chiara in merito, siamo di fronte a una situazione eccezionale. La LOC prevede che una decisione del Consiglio comunale può essere revocata dal Legislativo stesso, cosa debba accadere in caso di un referendum però non è previsto». Il Municipio potrebbe dunque proporre la revoca della votazione al Consiglio comunale, che dovrebbe poi valutare se l’annullamento è attuabile. «Come Sezione enti locali non posso che confermare che la revoca della votazione popolare è possibile. Sono il Municipio e il Consiglio comunale di Chiasso che devono valutare i rischi e decidere il da farsi» aggiunge Genazzi.

Tempi incerti

Cosa accadrà adesso non è chiaro. «Non ho la sfera di cristallo, non posso sapere come si evolverà la situazione» commenta Colombo. Prima di chiamare alle urne i cittadini, il Municipio di Chiasso attenderà verosimilmente l’esito della raccolta firme a livello cantonale e, in caso di successo, l’eventuale votazione. A quel punto però per il TrenHotel sarà quasi sicuramente tardi «L’Expo è nel 2015, sarà durissima per loro», conclude Genazzi.

Fonte: Corriere del Ticino

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