mercoledì 23 aprile 2014

Rinvio del voto sul Trenhotel? "Un grave attacco alla democrazia"! I referendisti si appellano al TRAM

Chiedono di votare a nome dei 988 firmatari 
Il comitato referendario del TrenHotel di Chiasso, in una nota stampa odierna, sostiene di aver preso atto con stupore della decisione del Municipio di Chiasso di rinviare a data da stabilirsi la votazione inizialmente prevista per il 18 maggio, "a seguito delle mutate circostanze e meglio dell'imminente lancio del referendum a livello cantonale, che mette in forse la partecipazione ed il sostegno del Cantone, previsti nel Messaggio municipale e votati dal Gran Consiglio, al progetto".

"Il Trenhotel è nato sotto una cattiva stella" scrive il comitato. "Non tanto l'idea, quanto piuttosto la realizzazione. Fin dall'inizio ha destato stupore la tempistica con cui è stato presentato alla commissione della gestione e al Consiglio comunale: all'ultimo momento, a fronte di un periodo di gestazione di quattro anni. Talmente al limite che la sola idea di ricorrere a un referendum aveva messo in dubbio la concretizzazione dello stesso. Il management, capeggiato dalla municipale Roberta Pantani Tettamanti, con molta superficialità ha creduto di poter raccontare ai chiassesi quello che voleva durante tutta la campagna di raccolta firme. Dilettantismo che si è riscontrato ancora una volta anche nella compagine municipale e nella maggioranza del consiglio comunale, che senza un briciolo di senso critico hanno creduto a tutto quello che l'ormai ex (?) project manager e il Sindaco raccontavano in merito alle garanzie finanziarie."

"Davanti alla spada di Damocle di un terzo referendum in un anno" proseguono i referendisti, "il Municipio si ritrova con le spalle al muro e non sa che pesci pigliare. Risulta incredibile come un progetto dal grande potenziale economico (secondo i promotori) come il Trenhotel sia potuto cadere sotto il fuoco leghista e la possibile cancellazione del contributo cantonale. Corrisponde al vero che le circostanze sono mutate, ma contrariamente a quello che dice l'esecutivo, sono cambiate in meglio rispetto al voto del Consiglio comunale: infatti al momento del voto del legislativo chiassese, il parlamento cantonale non si era ancora espresso sul credito per l'Expo. Quel voto di sostegno al Trenhotel, quindi, è stato il risultato di un'analisi del progetto condotta con superificalità e arroganza, mettendo a rischio i soldi dei contribuenti chiassesi."

"A questo punto, oltre all'aspetto politico risulta interessante comprendere fino a che punto la decisione del Municipio sia legale" si legge ancora nella nota stampa. "Il comitato referendario ritiene un grave attacco alla democrazia il rinvio del voto del 18 maggio prossimo. Grave perché la data era stata scelta dal Municipio stesso, che senza attendere la consegna delle firme si era affrettato a comunicare il giorno dello scrutinio. Grave perché il motivo del rinvio è assolutamente infondato. Per questo motivo il comitato referendario ricorrerà al Tribunale amministrativo cantonale."

"Il Municipio ha presentato un messaggio fumoso, incompleto e senza essere certo delle garanzie che per tutti questi mesi ha promesso di avere in cassaforte" concludono i referendisti. "Mette a rischio le finanze comunali e non ha dato prova della benché minima umiltà, rifiutando di mettere in discussione quanto fatto e presentato. Ha permesso che i referendisti fossero attaccati e denigrati senza mai prenderne le difese. Membri del collegio municipale si sono espressi pubblicamente chiedendo addirittura di non firmare il referendum."

Alla luce di tutte queste considerazioni, il comitato referendario chiede "a nome dei 988 firmatari della domanda di referendum" che la data del voto venga confermata.

Fonte: www.ticinonews.ch

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