martedì 6 maggio 2014

Anche il Vicesindaco Stefano Camponovo scende dal Trenhotel: "Chiasso rischia di dover sopportare un ulteriore onere di 250 mila franchi. Ora faccio fatica a sostenere il progetto"

Il Municipio è diviso sul voto del 18 maggio 
Il PLR di Chiasso si avvicina all’appuntamento con le urne del 18 maggio lacerato da divisioni interne. Sul referendum contro il TrenHotel, dal partito di maggioranza non giungono così precise indicazioni di voto all’elettorato. Hanno creato difficoltà, in particolare, le dichiarazioni del sindaco Moreno Colombo, che dieci giorni fa ha anticipato che inserirà un «No» nell’urna a causa dell’incertezza data dal referendum cantonale lanciato contro i contributi per l’Expo 2015, tra i quali figurano 250 mila franchi per l’albergo provvisorio su rotaie da allestire in viale Manzoni. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda si sintonizza il vicesindaco e collega di partito Stefano Camponovo , spiegando che «oggi come oggi, con il sostegno del Cantone più che mai incerto sia sotto l’aspetto finanziario sia sotto quello pratico, vedo male come si possa negare che Chiasso rischia di dover sopportare un ulteriore onere di 250 mila franchi. 

Ora faccio fatica a sostenere il progetto», che, aggiunge, se avesse mantenuto la fisionomia originaria, avrebbe potuto «veicolare un’immagine positiva e diversa della cittadina, permettendo di allacciare contatti con le FFS e altri enti in vista di futuri investimenti a Chiasso». Un riferimento va poi al recente tira e molla sulla data del voto, che alla fine di aprile l’Esecutivo aveva tentato di rinviare. Decisione annullata settimana scorsa dal Tribunale cantonale amministrativo, che ha confermato la scadenza del 18 maggio. «Con gli avvenimenti delle ultime settimane – osserva Camponovo – i lati positivi del progetto sono stati bruciati». A meno di fatti dell’ultimo minuto, come l’arrivo di altri sostenitori che possano supplire all’eventuale annullamento del finanziamento cantonale, Camponovo è orientato a non appoggiare il TrenHotel. L’unico municipale PLR che si schiera senza esitazione a favore dell’operazione è Bruno Arrigoni. Tenendo conto anche dei dubbi che serpeggiano tra la base del partito, il presidente sezionale Mariano Musso ammette che «è vero che non tutti i liberali sono contenti del TrenHotel. Io non posso obbligare nessuno a votare sì il 18 maggio, anche se il PLR in Consiglio comunale ha approvato il messaggio. A me il progetto piace, l’ho sostenuto e personalmente continuo ad appoggiarlo». Questo pur dicendosi consapevole che «la sconfitta è assicurata, ma non cambia niente. Si è raccontato in giro che si spenderanno 3 milioni di franchi, ma non è vero». Musso riconosce che le diverse opinioni dei tre municipali del suo partito «non creano pace e tranquillità, il cittadino farà fatica a capire che cosa fare. Non è il massimo, come presidente sarei stato più contento se avessero preso una posizione condivisa». Se dalla base non giungeranno indirizzi chiari ed univoci nell’assemblea sezionale di domani, il PLR di Chiasso non darà indicazioni di voto sul referendum comunale.
Uscite apparentemente contraddittorie sono riconducibili anche all’altro movimento cittadino sostenitore dell’hotel su binari, la Lega dei ticinesi, che il 16 aprile, per prima, aveva invitato «il Municipio a voler posticipare la votazione comunale dopo l’esito del referendum cantonale o a valutarne l’annullamento». Una richiesta condivisa dalla municipale e promotrice del progetto Roberta Pantani Tettamanti , che infatti risulta essersi espressa, come i colleghi dell’Esecutivo, a favore del rinvio della consultazione. Dopo avere affermato che avrebbe optato per la scheda bianca, ora l’esponente della destra precisa che, tenendosi la votazione il 18 maggio, ultimo termine utile per condurre in porto l’operazione TrenHotel, «la raccomandazione è per il sì, rimango sostenitrice del progetto. Mi sarebbe piaciuto giocare ad armi pari, l’eventuale mancanza del contributo cantonale ci fa partire azzoppati».

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