mercoledì 21 maggio 2014

Demolizione aule speciali: il comune passerà alla cassa?

Ha un seguito legale la travagliata vicenda della demolizione dell’edificio ex Cattaneo a Chiasso, quello dietro la scuola media che per lungo tempo ha ospitato le cosiddette aule speciali. Sulla scorta della sentenza con la quale il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), accogliendo il ricorso della Fontana Leonello SA – una delle tre partecipanti al concorso a invito indetto dalle autorità della cittadina –, ha dichiarato illecita «la decisione 8/10 ottobre 2013 con la quale il Municipio di Chiasso ha deliberato alla ditta Scavi Robbiani SA di San Pietro le opere di demolizione dello stabile», la ditta autrice del gravame, rappresentata dall’avvocato Paolo Sauvain, ha deciso di chiedere un risarcimento al Comune. In tutto, l’impresa pretende circa 25 mila franchi per il danno patito. In caso di adesione alla richiesta, l’importo versato verrebbe interamente devoluto in beneficenza. Anche per questo, l’auspicio è che l’Esecutivo della cittadina, facendo sfoggio di buonsenso, non voglia opporsi trascinando la vertenza in Pretura.

Per l’azienda con sede a Rancate è una questione di principio, apertasi per il grosso fastidio causato dal mancato rispetto, lo scorso ottobre, dell’ordine impartito dal TRAM all’Esecutivo comunale di bloccare il cantiere, in attesa di evadere il ricorso. Le autorità comunali tirarono dritto adducendo motivi di urgenza e ora rischiano di pagarne le conseguenze. È stato fatto prevalere, a mente della cittadina, l’interesse pubblico su quello privato delle aziende partecipanti al concorso. Questo perché andavano rispettati i termini di consegna entro giugno, con la sostituzione di spazi giudicati non più sicuri tramite dei moduli prefabbricati provvisori, in attesa della costruzione di un nuovo immobile. Guardando a ritroso, ora la fretta di Chiasso appare poco giustificata. Infatti, i prefabbricati, indicati come soluzione ponte, non sono ancora stati posati. Nel frattempo, è stata individuata un’alternativa, che prevede un impegno finanziario diretto del Cantone, che, invece di pagare l’affitto per gli spazi scolastici provvisori, potrebbe costruire il nuovo edificio con le aule speciali. Stabile che sarebbe pronto tra qualche anno. Fino ad allora, i corsi proseguirebbero nell’istituto scolastico comunale e in un singolo prefabbricato.

Fonte: Corriere del Ticino

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