sabato 3 maggio 2014

"Il progetto è cambiato" Moreno Colombo dopo la decisione del TRAM. "Il Municipio soffre di personalità multipla?" dura la risposta di Jessica Bottinelli

Moreno Colombo
La sentenza con la quale il Tribunale cantonale amministrativo ribalta la decisione di rinvio del voto del Municipio e manda i chiassesi alle urne il 18 maggio riattizza lo scontro politico nella cittadina. Il sindaco Moreno Colombo , anticipando che non verrà inoltrato un gravame al Tribunale federale, si dice «un po’ sorpreso» dal verdetto, che «ci porta a votare su un messaggio che non è quello discusso dal Consiglio comunale». Il TRAM ha ritenuto inconsistente la ragione addotta dall’Esecutivo – il rischio che il contributo cantonale di 250 mila franchi al TrenHotel cada a seguito del referendum leghista – per cercare di rimandare l’appuntamento con le urne. Il 24 febbraio, quando la maggioranza del Legislativo chiassese approvò il progetto, il sussidio cantonale non era ancora stato discusso dal Gran Consiglio.

In queste condizioni, come si poteva ritenerlo garantito? «C’era una lettera del Consiglio di Stato, poi sono arrivati il messaggio, il rapporto di maggioranza della Commissione della gestione del Gran Consiglio favorevole e quello di minoranza che comunque avallava i crediti per i progetti legati all’Expo in Ticino e infine c’è stato il voto del Parlamento. Fino al lancio del referendum cantonale, il Comune aveva i soldi in tasca, tutto è cambiato con la decisione della Lega» sostiene Colombo. Qualsiasi politico con anni di militanza nelle istituzioni alle spalle, facciamo notare, sa bene, però, che uno stanziamento è sicuro solo dopo formale approvazione di un Legislativo e decorsi i termini di ricorso e referendum. Per il contributo cantonale di 250 mila franchi, ovviamente, queste premesse non erano date quando il Consiglio comunale di Chiasso votò il TrenHotel. Non è stata nemmeno presa in considerazione l’eventualità che la sovvenzione potesse venire a mancare? Per il sindaco di Chiasso «il margine di rischio era minimo». Altro non aggiunge, se non che «per me il progetto è cambiato. Il Municipio era disposto a mettere 300 mila franchi, d’altronde se un Comune non è pronto a investire questa cifra per il proprio rilancio può chiudere». Di più, conclude, l’Esecutivo non intende spendere per il TrenHotel.

Diverso il parere di Jessica Bottinelli (I Verdi), rappresentante del comitato referendista: «È davvero difficile riuscire a seguire tutti i cambi di idee e di carte in tavola che stanno avvenendo a Chiasso. La municipale e project manager del TrenHotel, Roberta Pantani, aveva inizialmente detto: ?Il lancio del referendum da parte della Lega ci taglia le gambe. Il TrenHotel non ha tempo per aspettare l’esito di questo secondo referendum, dobbiamo abbandonare la barca prima che affondi?. In seguito il Municipio ha provato a far annullare la votazione voluta da oltre mille cittadini chiassesi. Il motivo? Cambio delle condizioni. Ma quale cambio? Ricordiamo che al momento del voto in Consiglio comunale non c’era nessuna garanzia concernente il credito del Cantone. Oggi, forse, l’ultimo atto di una vicenda che ormai ha dell’incredibile: il TRAM dà ragione al gruppo referendista e il 18 maggio si andrà a votare. I commenti a caldo della project manager? ?Sono sollevata, noi andremo avanti secondo la tabella di marcia?. Qualcuno negli scorsi giorni ha scritto che il Municipio chiassese sembra affetto da bipolarismo, a questo punto viene da chiedersi se non si tratti di personalità multipla».

Fonte: Corriere del Ticino

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