mercoledì 21 maggio 2014

Il Trenhotel deraglia definitivamente. I NO sono il 70%!

Rimarrà solo un disegno
Una valanga di no ha travolto, nel fine settimana appena trascorso, il progetto TrenHotel a Chiasso, promosso e ideato dalla municipale leghista Roberta Pantani Tettamanti assieme alla direttrice di Mendrisiotto Turismo Nadia Fontana-Lupi. Sono 2.164 i cittadini, su 4.493 iscritti nel catalogo elettorale, che hanno esercitato il loro diritto di voto in occasione del referendum comunale: di questi, 1.471 (69,8%) si sono espressi contro l’albergo su rotaie da allestire in occasione dell’Expo 2015 a Milano, mentre 654 (30,2%) hanno inserito un sì nella busta. Trentotto le schede bianche e una nulla. A larga maggioranza, i chiassesi hanno dunque sposato le tesi del comitato referendario composto da consiglieri comunali PPD, US e Verdi e da alcuni ex politici. Non verranno così investiti i circa 3 milioni di franchi necessari per realizzare un hotel provvisorio da ricavare, tra il 1. aprile e il 31 ottobre 2015, in sei vagoni letto posizionati sul parcheggio delle FFS in viale Manzoni, dove ai visitatori dell’Expo di Milano si sarebbero volute mettere a disposizione 324 cuccette per il pernottamento, oltre a quattro carrozze dotate di reception, bar e un’area espositiva. Proprio delle valutazioni di natura finanziaria avevano spinto gli oppositori a raccogliere le firme contro il progetto. I rischi insiti nell’operazione e la scarsa presenza di finanziatori privati al fianco di enti pubblici e parapubblici sono i principali argomenti utilizzati dai sostenitori del referendum. In Consiglio comunale, lo scorso 24 febbraio il messaggio municipale sul TrenHotel era passato con 26 sì, 12 no e due astensioni. I voti a favore sono quelli di Lega e PLR, che consideravano l’operazione come un’opportunità di attirare a Chiasso un numero elevato di visitatori, con un’esposizione finanziaria per il Comune che, secondo la maggioranza del Legislativo, non avrebbe superato i 300 mila franchi. Per la terza volta in otto mesi, è stato sconfessato anche il Municipio di Chiasso, che già si era visto rifiutare dalla popolazione, lo scorso settembre, la cessione di un terreno comunale all’AGE SA e, in novembre, una variante del Piano regolatore per consentire l’insediamento di un centro wellness a Seseglio.

I commenti dei protagonisti

Non c’è delusione nelle parole della project manager del TrenHotel, la municipale leghista Roberta Pantani Tettamanti . Commentando l’esito del referendum comunale, l’esponente della destra chiassese si dice anzi sorpresa della percentuale di «sì» raggiunta. «Mi sarei aspettata - afferma - un risultato peggiore, abbiamo comunque ottenuto un 30% di sì, di fatto col solo sostegno della Lega. È un dato che va oltre le nostre più rosee aspettative». Senza far drammi, l’ideatrice dell’operazione per l’Expo 2015 prende atto «della volontà dei cittadini, il progetto verrà riposto nel cassetto». Sono altre, aggiunge, le battaglie politiche di spessore foriere di soddisfazioni, come quella appena vinta in veste di consigliera nazionale per la chiusura notturna dei valichi secondari.
Tornando al voto di ieri, la stoccata di Pantani Tettamanti va al principale movimento cittadino. «Dispiace un po’ che in un Municipio a maggioranza assoluta liberale ci sia stata una totale assenza di sostegno al progetto, con il sindaco e il vicesindaco che hanno cambiato idea in corsa. Questo ha inciso, la popolazione è rimasta disorientata». Il riferimento è agli annunci delle scorse settimane di Moreno Colombo e Stefano Camponovo, che, appreso del lancio del referendum cantonale dal quale potrebbe scaturire il mancato contributo di 250 mila franchi al TrenHotel, hanno deciso di ritirare il loro appoggio all’albergo su rotaie. Quindi, per la rappresentante della Lega, «le maggiori responsabilità sono da ricercare nel PLR. Non fa certo bene all’immagine di Chiasso avere esponenti che prima dicono una cosa e poi ne dicono un’altra». Da parte sua, Pantani Tettamanti ritiene di avere fatto appieno il proprio dovere. Alla domanda se l’Esecutivo chiassese sia ancora in grado, dopo il terzo referendum perso in otto mesi, di svolgere il proprio compito, replica che «io conto un quinto. Non so se c’è qualcuno che non rappresenta più gli interessi di Chiasso, di sicuro questo Municipio non riesce a sostenere fino in fondo davanti alla popolazione i messaggi che porta in Consiglio comunale».
Non la vede allo stesso modo il sindaco Moreno Colombo , il quale spiega di «aver preso la stessa posizione che aveva assunto anche lei (Pantani Tettamanti, ndr), che dopo l’annuncio del referendum cantonale contro il credito per l’Expo ha comunicato di votare scheda bianca. Io non ho cambiato idea all’ultimo momento». Il capo dell’Esecutivo ritiene che giudicare l’operato del Municipio solo «sul progetto TrenHotel è da minimalisti», anche perché, osserva, lo stesso «è stato azzoppato dal referendum cantonale e dalla sentenza del TRAM, improvvida, che ci ha costretti a votare il 18 maggio». Pur tenendo conto delle due precedenti votazioni popolari perse nel corso di questa legislatura, Colombo pensa che il collegio da lui diretto non stia lavorando male, come dimostrano «la riqualificazione del quartiere Soldini, la ristrutturazione degli stabili comunali, del centro giovani e dello stadio e i vari progetti di integrazione sociale e per i giovani. Chiasso è uno dei pochi centri che ha già approvato preventivo e moltiplicatore. Per il TrenHotel sono dispiaciuto, poteva essere un progetto interessante. Io non scarico responsabilità su nessuno».

Fonte: Corriere del Ticino

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